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Utente: vipclown
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mercoledì, 01 luglio 2009

Elifantina - VIP Modena

Condivisione di un evento straordinario

Ieri sera, quando sono andata a dormire, i pensieri hanno iniziato a riempirmi la testa e la tentazione era quella di alzarmi, accendere il Pc e scrivere la condivisione. Non l’ho fatto perché la stanchezza ha prevalso. E’ stata una giornata intensa ed ho bisogno di fermarmi, mi sono detta.

Credo non sia possibile rendere esattamente l’idea dell’intensità della giornata ma voglio provarci comunque.

Faccio un piccolo passo indietro. Il 26 Aprile scrissi questo alla fine di un servizio:

Da ieri sera penso alla forza di Monia e la tristezza inevitabilmente arriva a mostrare il rovescio della medaglia. Vediamo gente che soffre, li distraiamo per qualche minuto poi loro tornano al loro dolore mentre noi ci laviamo via la stanchezza con una doccia ed una sana dormita!

Vero che fa parte della vita, vero che non ci si deve lasciare troppo coinvolgere ma vero è che occorre chiamare le cose con il loro nome e quello che ho visto ieri in quella stanza è stata una prova di straordinario coraggio !!!!!


Monia è venuta a mancare e come scriveva Vai Trà, il giorno del funerale, il fratello e la sua compagna, hanno messo fuori una cassettina per noi ed hanno raccolto fondi.
Sofia, la figlia di Monia, ha compiuto 3 anni ed i parenti hanno chiesto che alcuni di noi prendessero parte alla festa. Quando Vai trà mi ha messo al corrente della situazione è stato un vero e proprio choc e mi sono sentita in dovere, prima di tutto nei loro confronti e poi verso me stessa, di prendervi parte. E’ stato istintivo perché questa ragazza l’ho conosciuta, ho scherzato e riso con lei poco prima che morisse ed il pensiero che ho riportato sopra è esattamente quello che mi ha lasciato quel giorno in ospedale.
Ho pensato e ripensato alla giornata di ieri tutta la settimana scorsa, condiviso questa emozione con gli amici, dubitato di aver fatto bene, sentendomi così coinvolta come normalmente forse non si dovrebbe essere e quando ieri sono partita con Barkollina e PuòEssere (i miei compagni di stanza quel giorno in servizio..mancava Foffa ma aveva un impegno importante, Casa mimosa) mi sono resa conto di non essere sola in questa tempesta di emozioni ed abbiamo fatto il gioco del passaggio di energia più volte in macchina per non lasciarci andare a pensieri tristi e malinconici (credo che ci abbiano sentito anche con i finestrini chiusi).

Quello che troviamo all’inizio, una volta scesi e parcheggiata la macchina, è Monia (la compagna del fratello) che ci corre incontro e ci abbraccia forte lasciandosi andare ad un pianto liberatorio. E’ tremendo e mi sento impotente. Stringendola forte le dico: Forza,non fare così, aiutaci a rendere il compleanno di Sofia una vera festa ! Lei dice: avete ragione, scusate!!
Le regalo un naso rosso e lei infilandoselo, ci sfodera uno splendido sorriso !

Si parte!

Davanti al cancello di casa, c’è Franco, il marito di Monia che ci saluta sorridente ma con lo sguardo perso nel vuoto.  E anche qui non è semplice fare in modo che le emozioni non traspaiano.
Entriamo in cortile ed ecco la piccola Sofia che ci aspetta davanti alla porta! Ci guarda straniti, la sorpresa è grande, è timida, bellissima e ci sentiamo spaesati. Aspettavano tutti il nostro arrivo e Barkollina allenta immediatamente la tensione togliendosi la corona che ha in testa e regalandola a Sofia e incoronandola principessa della festa!
Tecnicamente parlando il servizio è stato splendido. C’erano una decina di bambini dai 3 ai 5 anni accompagnati dai genitori. Il pomeriggio è volato tra truccabimbi, palloncini, gare di topo salterino e colora il cloun (di cui PuòEssere porterà i segni per molto, molto tempo).

I momenti difficili non mancano. Vittorina, la madre di Monia presente quel giorno in ospedale, sorride e mi dice candidamente: io non avrei voluto organizzare tutto questo e chiamarvi oggi. Le dico che per noi è un onore essere lì con loro e lei mi sorride, mi accarezza e mi dice: lo so, ma voi mi ricordate Monia e mi manca, mi manca!! Vorrei togliermi il naso, il camice e stringerla forte in un abbraccio. Vorrei  piangere ma il mio ruolo non è questo. Il mio compito è di farla sorridere! Ma poi si riprende e mi dice di prendere da bere che c’è caldo!

Poi il papà Franco arriva con la torta, la piccola Sofia è pronta sulla sedia e tutti intonano gli auguri. Ho voglia di allontanarmi, è il momento buono per respirare ma vedo Barko che si allontana visibilmente commossa e mi impongo di rimanere. E’ dura davvero per tutti e tre e qui il gruppo è stato quanto mai fondamentale !
Ci tratteniamo un’ora più del dovuto, non riusciamo ad andarcene. E’ talmente bello stare lì con loro che ci inventiamo cose nuove per restare.
Alle 19 però decidiamo che è davvero il momento di andarcene! Prima di uscire dal garage che ci hanno permesso di utilizzare per appoggiare l’attrezzatura, lasciamo un pensiero per loro scritto su uno dei cartoni della pizza. Ci chiniamo e chiediamo a Sofia se ha voglia di darci un bacio e con quella stessa aria un po’ persa, un po’ timida ed un po’ seria ci dice di Sì, un Sì deciso e si avvicina e ci schiocca un bacio sulla guancia di quelli che arrivano dritti al cuore !
Abbraccio Franco e gli regalo un naso e gli suggerisco di usarlo per giocare con Sofia. Sorride, mi ringrazia un milione di volte, per essere venuti, per essere stati con loro e per tante altre cose che non riesce a dire.
Salutiamo Vittorina e ci ringrazia di cuore anche lei, certi di essere riusciti a farle cambiare opinione e pensare che in fondo non è stata una brutta idea quella di chiamarci lì.
Aspettiamo Enrico e Monia, gli artefici di tutto questo, ed i saluti proseguono fuori dal cancello, sembra quasi che ci seguano. Ci pregano di mandare loro le foto e scambiamo altre 4 chiacchiere!

Considerazioni finali: ho vissuto questo evento un po’ come si vive una missione. Con aspettative e paura di deludere, con tristezza ma voglia di fare qualcosa di buono per loro.
Ho capito che volevo esserci  per chiudere il cerchio, affrontare anche il peggio di queste situazioni che viviamo ogni fine settimana e fare in modo che serva per crescere.

Ieri sera parlando con Barko a Casa Mimosa, quando finalmente quel nodo in gola si scioglie in un pianto liberatorio, lei mi dice una cosa verissima: quando siamo in corsia e salutiamo uscendo da una stanza pensiamo che sarà comunque una storia a lieto fine.
E’ vero, questo fa parte del pensiero positivo…non si tratta di ingenuità, non si tratta di sognare ma semplicemente di pensare che tutto andrà bene, nel bene e nel male.

Penserò ancora molto a loro, sono una bella famiglia unita, si vogliono bene e a Sofia non mancherà l’affetto dei suoi cari.

Abbiamo pensato che Monia ci stesse guardando dall’alto con lo stesso sguardo serio ma il sorriso evidente che aveva in ospedale e ci avrebbe lanciato un cenno di approvazione per aver fatto qualcosa per il suo tesoro.
Grazie ai miei compagni di avventura che sono stati sensazionali e all’altezza della situazione dall’inizio alla fine.
Sulla scatola della pizza, il pensiero si concludeva con le nostre firme…Barkollina, Elifantina, PuòEssere e tutta Vip Modena perché se così non fosse non saremmo riusciti in questo difficilissimo compito !

Con tutto il cuore…Elifantina


postato da: mariluaureola alle ore 15:54 | link | commenti
categorie: vip modena
venerdì, 26 giugno 2009

Bigné - De marchi - Milano

CLOWN:BIGNE'
CITTA’: Milano
OSPEDALE: De Marchi

ASSOCIAZIONEVIP: Dutur ClaunVipMilano
Durata del servizio dalle
09.30 alle12.00
Volontari presenti in turno: BIGNE' e ARANCINA
Capo turno/responsabile:
ARANCINA

Reparti visitati: Dialisi, Terapiaintensiva, Pediatria

...Simone, in compagnia della mamma (che stava leggendo).. invece Simone stava studiando un palazzo di Marte.. la scuola è finita e così stava già facendo i compiti delle vacanze. Simone era ben contento di fare una pausa con noi... la mamma meno... perchè "doveva studiare".. Poi abbiamo trovato Luca, e prima che lui dicesse "magia", per la prima volta, udite udite, l'ho detta io... "ti faccio una magia".. Vicino a Luca c'era un altro bambino, completamente diverso dall'ultima volta che l'avevo visto..., nel senso buono... oggi era allegro, pieno di vita, giocherellone... e con i palloncini di Arancina è venuto fuori proprio un bel momento con questi due scatenati... Poi abbiamo parlato con Nadia, che vuole sposare Pastiss.., si, si hai capito bene Pastiss vuole proprio te... Poi abbiamo scambiato due parole anche con le infermiere, ce ne è sempre una che fa la "simpaticissima"... che cerca di disprezzare i claun, ma alla fine, li ama... Poi siamo andati in terapia intensiva, ma non siamo potuti entrare, perchè stavano facendo delle manovre particolari.. Quindi siamo andati al terzo piano, e abbiamo visitato i piccoli pazienti nel reparto sulla sinistra, non ero mai stato in quella area, ci sono in gran parte neonati, al primo abbiamo fatto le bolle e contemporaneamente gli abbiamo suonato il carillon che ha apprezzato sicuramente, visto che muoveva le sue gambine sempre più vecolemente... è stato uno spettacolo... Poi abbiamo giocato con un bambino di 3/4 anni, gli abbiamo fatto sentire il verso della mucca, ed era così reale, che alla fine era convinto che ci fosse una mucca nel bagno della sua stanza.. era uno spettacolo vederlo giocare e muoversi con il suo papà... 


Metodo/tecnicausati:
improvvisazione, gag, interazione bianco e augusto e tanta fantasia

Strumenti usati: folletti, carillon, giochi di magia, bolle di sapone, palloncini
Strumenti/metodo preferiti daipazienti: giochi di magia, gag, palloncini


postato da: mariluaureola alle ore 15:38 | link | commenti
categorie: clinica de marchi - mi

Perché ho scelto VIP? di Zompetta - Cittadella (PD)

Clown a 360°

Perché ho scelto VIP?
Semplicemente perché mi ritrovo nei
valori, semplicemente perché credo che essere clown vip è esserlo sempre e non
solamente quando indossiamo il nostro naso rosso, essere clown vip è portare il
messaggio positivo in ogni luogo dove andiamo, o a casa, o con il nostro
vicino, o con la gente che incontri per strada…SEMPLICEMENTE ESSERE COERENTI
SEMPRE CON IL MESSAGGIO CHE SI E’ DECISO DI PORTARE QUANDO INDOSSIAMO IL NOSTRO
CAMICE E IL NOSTRO NASO ROSSO…
Ma allora non è solo essere clown….allora è il
pensiero, è il comportamento, è il modo di affrontare la vita…e allora mi
ritrovo in pieno nel motivo per cui è nata VIP…:o)
Vip non è nata nelle corsie
d’ospedale come clown…Aureola ce l’ha detto tante volte….ma è nata per
diffondere il più possibile il pensiero positivo…
Che significa per me
diffondere il pensiero positivo? Per me è prima di tutto crederci e il resto
vien da sé…se ci credi, se sei coerente, se lo senti dentro…beh…non servono
grandi paroloni, non servono grandi discorsi, ma cosa contano? I fatti! Ciò che
le gente vede e soprattutto sente è quello che sei e che dimostri con l’
esempio, uno dei valori vip in cui io credo molto…
Al torneo in memoria del
nostro amico Clown Zebedeo, morto nel 2004, abbiamo portato il nostro
esempio…abbiamo portato il nostro essere clown o essere VIP senza essere
vestiti da clown, senza avere il nostro nasino rosso addosso…solo
simbolicamente al collo durante le nostre partite, tra l’altro tutte stra-perse
:O)))
Da cinque anni partecipiamo solamente alle premiazioni come associazione
a cui poi i ragazzi di Mure daranno parte del ricavato della festa, ma quest’
anno abbiamo formato anche noi la squadra femminile di calcio e partecipato
attivamente al torneo….Chi sono questi ragazzi? Sono un gruppo di ragazzi di un
piccolo paesino collinare nei pressi di Bassano del Grappa che in pochi mesi
hanno perso tre giovani, tre amici….tra cui anche un nostro amico claun,
Zebedeo. Questi ragazzi hanno deciso che la perdita di questi tre amici deve
diventare motivo di unione e per questo motivo ogni anno organizzano un torneo
di calcetto in memoria dei loro amici…
Il TORNEO UN CALCIO PER SORRIDERE…..dove
lo spirito che vogliono dare è quello di UNIONE, di amicizia e di solidarietà…E
questo spirito si vive, si respira, si sente nell’aria perché si respira
AMICIZIA e voglia di far vivere continuamente i loro amici attraverso il loro
stare insieme tra loro e tra i genitori che hanno perso tre figli, ma ne hanno
acquisiti un gruppo….
Sabato notte poi siamo stati al cimitero ed è pazzesco
come questi ragazzi continuino a condividere, durante tutto l’anno, tutto ciò
che vivono con i loro amici….la tomba è colorata, ed in particolare quella di
Zebedeo c’è un’incisione colorata sul marmo con lui vestito e truccato da clown
con le ali…ed è piena di piccoli oggetti, di bandiere, di lettere, di
simboli…Durante l’anno i ragazzi lasciano ciò che vivono, ciò che sentono….lo
condividono con i loro amici lasciando lì “oggetti” o lettere…Io ho lasciato il
mio nasetto rosso e nei prossimi giorni porterò la mia condivisione abruzzese….

Tornando al torneo, abbiamo perso spudoratamente :O), 5 a 0 la prima partita, 6
a 1 la seconda e 3 a 1 l’ultima. Immaginate la nostra festa per i soli e unici
due goal fatti! Eravamo arrivati al punto di festeggiare le parate con gli
abbracci! :O)))
Abbiamo appunto perso spudoratamente :O), ma sabato alle
premiazioni ci hanno dato il premio come miglior squadra e vorrei condividere
con tutti voi ciò che ci hanno scritto questi meravigliosi ragazzi:

MIGLIOR
SQUADRA del Torneo “Un calcio per sorridere 2009”….
una grande squadra che può
migliorare la sua prestazione in campo, ma che ha vissuto al massimo lo Spirito
del Torneo.
Una squadra che dove passa si fa sentire perché contagia…
GRAZIE
per la gioia che ci avete regalato, per essere stati così parte di Noi, per
aver creduto insieme a noi che se uniamo le nostre forze possiamo fare Cose
Grandi.
Speriamo di poter contare sempre su di Voi, perché in Voi abbiamo
respirato tanta verità, tanta voglia di sorridere e di contagiare con il
sorriso, ma anche tanta Forza e coraggio di mettersi al servizio.
Sentiamo in
Voi dei Testimoni veri del nostro Torneo, anche perché in Voi vediamo la voglia
di essere un Pezzo di questo mondo che VIVE, SORRIDE, AMA e SI DONA AGLI ALTRI
senza mettersi limiti!
GRAZIE DI CUORE…
I ragazzi di Mure

Clown lo siamo nel
cuore...
Zompetta - Vip Cittadella


postato da: mariluaureola alle ore 15:31 | link | commenti
categorie: condividere
mercoledì, 10 giugno 2009

SERVIZIO ABRUZZO - Claun Barabaste

SERVIZIO ABRUZZO

Claun Barabaste – VIP Perugia

Questa è la condivisione di uno dei nostri clownetti che questo fine settimana ha partecipato alla spedizione in Abruzzo...è troppo bella per non condividerla con tutti voi.
Un abbraccio a tutti i vippini!!!!
Vip Perugia

"Vai ragazzi che si parteeeeeeeeeeeeeeeeeeeee……..
La macchina questa volta resta in garage, ma il motore del mio cuore è caldo, ultimi ritocchi con i miei compagni di viaggio sugli orari: Ma a proposito chi viene con me in Abruzzo!!!!!!
Questi i presenti ai nastri: Dudi, Globulino, Sognetto (miiiiiiiiiiitica), Barabaste (ma questo perché non lo lasciate a casa!!!), poi due nasi rossi da Siena, Chiacchierina e China.
Chiacchierina e China, mi recuperano all’uscita di Magione, poi si va insieme a casa di Sognetto, Qui il primo Oddiooooooooohhhh……, il vano bagagli della macchina di Sognetto - piccolo di natura - è giá pieno di scatole e buste, quindi dove mettiamo le nostre borseee!!!!
Sognetto se la ride tra i denti.
Non ci sono problemi, arrivo io e comincio a caricare l’auto.
Non vi dico com’ere piena la macchina, perché le parole non riescono mai a rendere l’idea, ma le due povere compagne di Siena erano praticamente stivate tra le valigie, e non solo…. c’era mezzo supermercato del reparto ‘’schifezze’’ che contribuiva a comprimere Chiacchierina e China, che teneramente insistevano nel dire che non era poi cosí terribile.
Partiamo e raggiungiamo Dudi e Globulino lungo la E 45.

Per prima cosa vanno aperti gli sportelli, cosa ardua vista la compressione interna. Esplosione di valigie e buste di patatine, ci sono persino i risotti pronti dentro una busta che intralciano i piedi di China, il tutto quasi fuoriese insieme a Chiacchierina che ben felice sale sulla macchina di Dudi, insieme a parte del bagagliaio
Insomma un viaggio fantastico, patatine di ogni forma e sapore dentro le nostre pance, e il piede destro di sognetto, cosí pesante che non faceva altro che sorpassare e risorpassare Dudi, che devo dire non ha mai mai mai maiiiiii superano il limite di velocitá, neanche per errore.
Arriviamo all’uscita del casello e la forte Chiacchierina parte all’arrembaggio per fare in modo di non farci pagare il pedaggio autostradale, si infila il suo naso rosso e con un sorriso a dire poco fantasmagorico, comincia a parlare - se si chiama Chiacchierina un motivo deve pur esserci – lei non ci delude e neanche i due casellanti che cominciano a cambiare la loro espressione, da smorta a luminosa, poi un sorriso si irradia sui loro volti: è fatta il primo sorriso aquilano nasce dentro quel bugigattolo autostradale.

E’ fantastico, anzi magico, il nostro naso rosso comincia a diffondere la sua velata aria di magia e il sorriso dei due casellanti ci fa da riscontro.
Ad attenderci, ci sono altri nasi rossi che bivaccano nella piazzola, saluti e abbracci con la Splendida Volpina che io vedo per la prima volta, ma per gli altri sembra essere un punto di riferimento importante. Infatti è lei che organizza i clown per l’Abruzzo,persona fantastica sotto tutti i punti di vista.
Cerchio dell’amicizia tutti quanti insieme, poi si fanno i gruppi, con ognuno una destinazione diversa. Io sono con Sognetto, ed altri 3 clown , destinazione la tendopoli di Succiano.
Arriviamo – dopo aver macinato diversi chilometri, causa una strada interrotta – alla tendopoli che ci hanno assegnato, Succiano appunto. Troviamo subito delle persone anziane, l’aria è un po’ freddina, ci dicono che i bambini sono alla tendopoli, come a dire - che volete da noi - , ma poi cominciamo a scherzare con loro, e non ce ne andiamo se non dopo aver regalato insieme ai palloncini battute e sorrisi, io mi fidanzo con Anna, - quella che all’inizio ci aveva detto che i bambini non erano lì – e mi dice di non tradirla con nessuna donna della tendopoli. Il bacio di fidanzamento è d’obbligo, ma il suo sorriso ha già riempito il mio cuore di gioia. Entriamo nel paese e la prima immagine che fotografano i miei occhi è la piazza con al centro quella che doveva essere stata la chiesa del paese, ora distrutta ciò che ne rimane sono solo macerie, giriamo oltre il vicolo ed ecco la tendopoli. Cerchiamo il referente, che ci dice che i bambini sono alla tendopoli che giocano, ci voltiamo e li vediamo che ammiccano da dietro una tenda, si accorgono che li stiamo osservando e scappano. Cerchiamo, dopo una breve consultazione, di avere un approccio delicato con loro, e vedere la loro reazione. Ma quello che ci aspetta è un vero e proprio assalto, con tanto di pistola ad acqua, la peggio spetta proprio a me che ricevo il mocio (spazzolone o come lo chiamate) dritto in testa, quello che mi cola sul viso è acqua che sa di sapone, il secchio del mocio è fuori dalla porta del bagno, vi lascio immaginare il pavimento che prima era stato pulito con quel mocio, mormoro tra me ……..Dio che schifo!!!!...... poi aggiungo cercando di non fare trapelare il disgusto:
” Sul camice però no, perché io ci devo andare dai bambini in ospedale”.
Come risposta ricevo:” E a me che me ne frega”.
Stessa sorte spetta a Duky, (mi sembra fosse questo il suo nome) l’altro maschio del gruppo; ci guardiamo in faccia e non ci resta che sorridere, credetemi altro non c’era da fare.
Quando ho chiesto ad un bimbo di dirmi il suo nome lui mi ha risposto che non aveva un nome.
Le mamme che erano insieme ai figli, non promettevano niente di meglio, nei loro volti leggevo solo freddezza, e voglia di divertirsi zero.

Tanti sono stati i pensieri che hanno affollavano la mia mente, ma uno aveva il sopravvento sugli altri; potevo farcela, l’arma a mia disposizione era un naso rosso e un gruppo di amici, insieme a loro Sognetto, il mio angelo.
La situazione era abbastanza difficile, ma noi insieme ce l’abbiamo fatta. I bambini si sono divertiti, hanno giocato insieme a noi, Sognetto ha fatto il mio ritratto nella mano di Alessandro, - il bimbo che diceva di non avere un nome - e non vi dico il ridere quando io criticavo le orecchie troppo grandi o gli occhi storti che Sognetto mi aveva fotto. Luca invece mi ha regalato un disegno, quello della sua casa, i muri li ha disegnati con delle righe marroni e arancioni, ma per il tetto ha usato come colore il blù; non so se il blù era il colore del cielo, perché la sua casa il tetto non lo aveva più, oppure perché dal suo lettino il colore che vede alzando gli occhi è il blu, il colore della sua tenda.

Quel disegno lo conservo dentro il mio portafoglio, - dove tengo i miei ricordi piú cari – ma il suo sorriso è dentro il mio cuore, insieme a quello della sua mamma, che non solo ha riso con noi, ma ha partecipato insieme alle altre mamme al nostro concerto, imitando il rumore di uno strumento dell’orchestra.

La mattina seguente altra destinazione, questa volta San Giovanni, siamo io, Sognetto, Chiacchierina e China, - le due sorelline di Siena - , chiediamo indicazioni sulla strada e via, si parte. Dopo una ventina di chilometri, ci rendiamo conto di avere sbagliato completamente, dobbiamo tornare in dietro per 20 chilometri e rifarne altri 40 per raggiungere la meta. In totale sono 60. Ci guardiamo e le nostre teste dicono di no, i chilometri sono troppi, e il tempo è poco, decidiamo di fermarci alla prima tendopoli, per alcuni minuti, regalare sorrisi e palloncini e poi andare via. Il caso ci ha portato a Castel Vecchio, i dieci muniti sono diventate due ore, i sorrisi tanti, un’accoglienza fantastica, che ha commosso tutti noi. Quando siamo andati via, ci hanno abbracciati, non potete capire la nostra gioia.

Magia amici miei, niant’altro che magia per tutto il tempo.
Avete presente i risotti e le tende caricate nella stiva della macchina. Niente è stato usato perché tutti e dico tutti ci hanno trattato piú come dei figli che come volontari. Abbiamo dormito nelle tende della protezione civile, sopra dei materassi veri, su dei letti veri e abbiamo mangiato cibo caldo e buono tutti i giorni, macedonia compresa, abbiamo ricevuto TANTI GRAZIE dalla gente che abbiamo incontrato, dal personale dalla protezione civile, dalla croce rossa e persino dall’esercito, poi, qualcuno ha detto: “Ma grazie di che!!!!!!!”….. siamo noi clown che dobbiamo ringraziare voi”, ci siamo sentiti rispondere …
LO SO IO…..GRAZIE E BASTA

Credevo di portare un sorriso, ne ho ricevuti un milione, sono partito con il mio cuore carico di umiltá, sono tornato con un cuore pieno d’ amore, perché credetemi 31 clown, che in fondo non si conoscono, e forse alcuni non si sono mai visti, (sono riusciti a mettere in piedi uno spettacolo per i terremotati in 10 minuti che è risultato MERAVIGLIOSO e forse anche di più) si sono stretti in un unico abbraccio, come fossero una vera famiglia.
Grazie Abruzzo, Grazie ai miei compagni di viaggio Dudi, Globulino, Sognetto, China e Chiacchierina, Grazie al nostro Presidente Felix (per averci dato prima di partire anche il sostegno della psicologa) e grazie a tutti voi che indossate un naso rosso……………il perché, non ve lo chiedete……………….
LO SO IO…..GRAZIE E BASTA ………….Ciao.
Barabaste"


postato da: mariluaureola alle ore 12:21 | link | commenti
categorie: abruzzo

Boop ... in Abruzzo

SERVIZIO IN ABRUZZO 6-7 giugno 2009

Carissimi,
eccomi qui a condividere la due giorni abruzzese!
Partenza venerdì sera e sosta a Faenza cittadina a me cara in quanto ha dato i natali a papy-boop! ;-) ad accoglierci con l'ospitalità tutta romagnola c'e' niente popo di meno che la RAdio televisione Italiana, ovvero la mitica Rai! (la claun ovviamente!)
Grazie a questa sosta, la mattina seguente siamo tutti belli carichi e pronti per raggiungere l'abruzzo!
il sole ci accompagna e così anche la musica che ognuno di noi ha portato con sè da condividere con coloro con cui si fa il viaggio! ottimo suggerimento Volpina!
per le 11.30 siamo già a L'Aquila e visto il largo anticipo raggiungiamo il centro in cerca di Gas! (non di Gasosa ma di quello per l'auto! ;-))
Il mio sguardo incrocia tende della protezione civile e palazzi di cui si può vedere l'arredamento interno (!)...ho un leggero stordimento....mi rendo conto solo ora che fra poco inizierà il mio servizio e mi sale una certa ansia....
Arriva l'ora dell'appuntamento con tutti gli altri claun...il sole picchia...lo stordimento continua.....incontriamo il gruppo di Cittadella e pure Piccia, claun modenese che si è fatta la strada sola soletta!
e poi via via arrivano tutti gli altri, da Perugia, Torino, Asti, Pavia, Vicenza, Siena, Livorno...
breve briefing per suddividerci in gruppi e si parte alla volta dei campi che visiteremo!!
questi campi sono fuori dall'aquila e così ci sono ancora un po' di km da fare in auto...un po' di curve....l'emozione sale, si avvicina il momento della verità! Ce la faranno i nostri eroi?? ;-)
Al mio gruppo (Blurp, Rai e Piccia) è stato assegnato il campo di Goriano Valli...ci "inerpichiamo" per una strada di montagna (curve e salite e la mia testa rimbomba)...siamo così ansiosi di raggiungere il posto che sbagliamo strada (come se non ne avessimo già fatta parecchia! ;-)) per fortuna in queste solitarie montagne incontriamo una ragazza che ci dà le indicazioni corrette....
ed eccoci infine a Goriano!
Scendo dall'auto, pronta per iniziare il servizio, vedo poche tende e mi sembrano pure "chiuse"....non capisco...dove sono le persone?? Siamo qui per loro!!
Il vento soffia molto forte e ad una fermata dell'autobus, in cui per un po' non passerà alcun autobus, essendo la strada occupata dalle tende, incontriamo Antonietta (Etta quindi piccola) e Marco che a questo punto si definisce Grande e grazie a loro il mio stordimento svanisce...non mi rendo nemmeno conto ma sto facendo servizio! Boop non è più stordita!! ;-)
Scherziamo un po' con loro, regalo una coccinella porta-fortuna ad Antonietta..
Proseguiamo quindi verso la tenda del responsabile del campo, ma anche questa per ora è chiusa....spuntano dei bimbi e allora interagiamo con loro...il mio salvagente-anello di fidanzamento spopola! tutte le bimbe vogliono indossarlo..e pure l'unico maschietto che soprannomino subito Little Tony ;-)
Improvvisiamo un matrimonio al volo tra me e Blurp, all'interno di un bar, dove la signora al bancone alterna sorrisi divertiti ad espressioni serie ed assenti...ho il timore che forse sia un pochino infastidita dal "chiasso" che stiamo facendo, mentre poco prima regnava la tranquillità...
mi aspettavo di trovare tante persone e così mi giro in continuazione per vedere se arriverà qualcun altro....
arrivano alcuni ragazzi della protezione civile (studenti universitari)...sono felici di stare con noi e assecondano i nostri scherzi! uno di loro si chiama Arpad e io continuo a chiamarlo ArpaV come l'agenzia per l'ambiente del Veneto! Una delle ragazze, romana di Merano ;-), intona "ma che ce frega ma che ce `porta" e l'animo romano che è in me si esalta subito e così la seguo!! "...è mejoooo er vinooooo de li castelliiii...de questa zo__a...societàaaa!"
Rimaniamo un altro po' a gironzolare davanti al bar, scherzando con i bimbi o le persone che passano..poi chiediamo l'ok a Volpina per poter fare servizio anche a Tione, tendopoli che avevamo incontrato lungo la strada per arrivare a Goriano...
Ci sono tre file di tende, alcune sono chiuse....l'istinto che in ospedale ci guida a cercare l'appoggio delle persone più interattive anche qui ci spinge ad andare verso le persone che sono sull'"uscio" delle loro tende...ecco Don Riccardo che legge il giornale...e la sua dirimpettaia che fa all'uncinetto nella tenda di fronte...la signora ha due nipoti, Armando "maradona" (che da piccolo chiamava il don Din Don Dan) e suo fratello, che subito ci seguono nei nostri giretti...
Conosciamo Fernando che fatalità (!!) si chiama come il mio "estetico" (da cui vado di nascosto dal mio fidanzato Blurp)....Fernando ha vissuto 25 anni in south africa e quando sente che accenno qualche parola in inglese parte a razzo con il suo inglese in pura cadenza abruzzese! mitico! :-)
e poi la signora Giulia che fa all'uncinetto, un pizzo lunghissimo......
e la coppia che farà a dicembre (?) 60 anni di matrimonio!!...
e i il gruppetto di persone all'angolo "lavatrici_senza_gettoni"...
tutti loro hanno ricostruito la loro normalità nel quartiere di tende blu..
arriva l'ora di radunarsi con tutti gli altri nel campo di Acciano che ci ospiterà per la notte...
il referente, er romanaccio de roma Franco, ci accoglie nella tenda_ufficio, ci offre dell'acqua e chiacchera volentieri con noi....ci dà la possibilità di dormire in una tenda della protezione civile, visto che molti sono rientrati nelle loro case...Franco sarà in qualche modo la nostra "ombra" per tutto il tempo della nostra permanenza ad Acciano..ci sorride, scherza con noi, ci prende in giro...e si preoccupa che nessuno dorma per terra ed ognuno di noi abbia una brandina(!!!)....e che la tenda abbia la luce...insomma è il nostro papà!!....con il suo sigaro sempre fra le dita...
per non parlare dell'infinita premura e generosità di tutti i volontari della croce rossa che ci rimpinzano di ogni cosa.....merendine, succhi di frutta....caramelle!!
quando tutti i claun sono arrivati al campo possiamo definire lo spettacolo della serata....è bello vedere come 31 claun di varie associazioni si mettano in gioco...
in un quarto d'ora la scaletta è buttata giù....ognuno ha "offerto" ciò che sa fare....ha messo il suo "talento" a disposizione....perchè l'importante è CREDERCI e il resto verrà da sè!
dopo la cena (abbondante!) ecco che inizia lo spettacolo...e come ogni spettacolo che si rispetti abbiamo due presentatori e poi c'e' il gruppetto dei canterini, dei maghi, degli acrobati, di chi fa le gag...
scalda il cuore vedere come si è creato in pochi minuti affiatamento fra noi e il risultato di tutta questa unione è uno spettacolo favoloso!! Non ci crediamo nemmeno noi!
Dopo lo spettacolo ci appartiamo per la condivisione....è quasi mezzanotte, il vento forte è cessato...e noi siamo lì sotto il cielo d'abruzzo....pare di esserci sempre conosciuti....e mi ritrovo a con-dividere ogni parola, ogni emozione vissuta.....possibile che 31 claun provenienti da tutta Italia e seduti qui in cerchio a mezzanotte passata abbiano un unico sentire?? SI!!! E non è perchè ormai avevamo le traveggole ;-)
Il giorno dopo sono nel gruppetto di claun che assisterà alla messa assieme ai volontari e alla popolazione...la signora Esilde (che tutta orgogliosa mi chiede se ho mai conosciuto un'altra Esilde?!;-)) mi prende subito in simpatia e così faccio due chiacchere con lei prima che il tutto inizi....è così tenera questa signora di 84 anni! È dispiaciuta perchè non può più venire a mangiare nella tenda della croce rossa perchè la sua casa è stata dichiarata agibile....prima poteva fare a meno di cucinare, di lavare i piatti....e io credo che prima forse aveva una scusa per fare due chiacchere con le altre persone che incontrava sotto la tenda-ristorante......è così energica, si definisce una generalessa! ;-) è gioia pura stare lì accanto a lei e alla sua amica...e stringerle le mani...
Dopo la messa ci sono pochi bimbi, approfittiamo per coccolare loro e pure i nostri insostituibili volontari della croce rossa...ho davanti a me gli occhi di Angela (tutta fiera di indossare il naso rosso che le abbiamo regalato), di Michele (il cuoco!) e di Daniela, crocerossina doc che avrebbe voluto un camice come il nostro! È bello averli attorno a noi...desiderosi di ricevere le nostre attenzioni, le nostre parole talvolta apparentemente sconclusionate....le nostre giocolerie...i nostri nasi rossi!!
Prima di pranzo il nostro gruppo si riunisce, visto che alcuni di noi riprendranno la strada di casa....siamo di nuovo in cerchio nel "posto" dedicato alle condivisioni, ovvero un angolo di stradina in curva ed in salita ;-)
Emozione che sale....ognuno di noi ringrazia per ciò che ha ricevuto in questi due giorni...ed è un fiume di gratitudine......GRAZIE compagni di viaggio, GRAZIE popolo d'abruzzo, GRAZIE volontari giunti qui per sostenere tutte le persone in difficoltà! GRAZIE per tutto ciò che abbiamo ricevuto, molto più di ciò che ci sentiamo di aver DATO.
Che si porta a casa betty Boop? Gli occhi ed i cuori delle persone incontrate nelle tendopoli...gli occhi ed i cuori dei miei compagni claun d'italia..gli occhi ed i cuori dei miei compagni claun veneziani...grazie a tutti coloro che hanno condiviso con me questi due giorni e a tutti coloro che ci hanno mandato messaggi prima e durante questa esperienza! Questo si che è GRUPPO!!
Un ringraziamento speciale a Volpina per il suo incontenibile entusiasmo, per la forza che ci ha trasmesso, per il suo crederCI sempre! GRAZIEE!!
Vostra Boop, con la gondola parcheggiata in seconda fila! ;-)
Boop
Vip Venezia


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categorie: abruzzo
mercoledì, 27 maggio 2009

Bignè - Cilinica De Marchi - MI


NOME CLOWN: Bignè
CITTA’: Milano
OSPEDALE: De Marchi

ASSOCIAZIONEVIP:
Dutur ClaunVipMilano
Duratacomplessiva del servizio(dalle ore … alle ore…):
09.30 alle12.00
Volontari presenti in turno:   BIGNE' e PUNTINA
Capo turno/responsabile: PUNTINA

Equipe (in cuihaiprestato servizio) n° persone/nomiclaun:
2

Angeli: n° persone: 2
Tirocinanti: n° persone:0
gli
Reparti visitati: Dialisi e Terapia intensiva

Attivita’ svolta
Abbiamo iniziato dalla Dialisi:

siamo entrati nella stanza di Luca che appena ci ha visti ci ha chiesto subito "magiaaaaaaa..."... e allora accontentato... Puntina si è subito esibita nel numero della corda e Luca l'ha guardata con stupore.. poi io gli ho dato una bacchetta magica, che quando è in mano di una persona che non è il mago, si ammoscia... si è messo a ridere e ha immediatamente capito il trucco... mi ha stupito.. non pensavo riuscisse a capirlo subito... GRANDISSIMO Luca!!! Poi abbiamo parlato con Nadia, che inizialmente non ci considerava, ma appena ci siamo avvicinati si è subito svegliata, le ho fatto un gioco di magia con le carte, e con mio  grande stupore, il gioco, è perfettamente riuscito e Puntina è rimasta colpita dai miei poteri. Poi ci siamo avvicinati alla stanza di Simone, stava leggendo un fumetto di Topolino e suo padre stava dormendo, e noi cosa facciamo? Chiaramente entriamo e mimiamo i nostri pensieri a Simone che con un colpo di tosse sveglia suo padre... ho riproposto il gioco della bacchetta, in questo caso Luca ha cercato di aggiustare la bacchetta, ma non ci riusciva e allora suo padre gli ha spiegato il trucco... Poi siamo andati in Terapia intensiva, abbiamo citofonato (come al solito) e abbiamo sentito l'infermiera dirci "CUCU', CUCU'" è bello essere accolti così, siamo entrati e Silvia (l'infermiera) ci stava aspettando, ed è subito andata a prendere il suo naso rosso e quindi tutti e tre, io, Puntina e Silvia siamo andati dai 2 bambini che ci stavano aspettando, la prima Chiara, inizialmente, appena ci ha visti, si è messa a piangere, poi quando Puntina ha fatto le bolle di sapone si è tranquillizzata e dopo 20 min. circa abbiamo visto il primo sorriso di Chiara, la mamma ci ha detto che erano 17 giorni che non si muoveva e che non sorrideva, in questa occasione ha sorriso e si è mossa moltissimo per cercare di far scoppiare le bolle, infatti poi era esausta, ma la mamma era felice perchè l'ha rivista piena di vita. Poi siamo andati da un bimbo molto assonnato, con mamma e papà sordi muti, ma si sono fatti capire benissimo, e noi lo stesso..., poi è arrivata la sorellina che sapeva benissimo il linguaggio dei loro genitori, parlavano a gesti e si sentiva quanto amore trasmettevano ai loro figli (perfettamente sani come vista e udito), anche Silvia e le altre infermiere hanno partecipato ai nostri giochi nelle due stanze, ed è stato bellissimo. Poi abbiamo giocato anche con un piccolissimo bambino, che purtroppo non ha molte speranze di sopravvivenza, nonostante questo ha aperto gli occhi e ci guardava incuriosito, quando Puntina ha iniziato a fargli sentire della musica, ha mosso i suoi piedini... spero che gli abbiamo donato un momento di gioia.

Metodo/tecnicausati: improvvisazione, gag, interazione bianco eaugusto e tanta fantasia

Strumentiportati: 1 marionetta, 2 folletti, 1 pianoforte, oggetti vari, bacchetta magica, carte magiche, corda magica, bolle di sapone

Strumentiusati:  tutti
Strumenti/metodo preferiti daipazienti: gag, bolle di sapone, magia

Interazione in equipe dei volontari Clown:
Servizio fantastico.. con Puntina mi sono trovato benissimo...grazie mille PUNTINA!!!!

RIFIUTI da parte dei pazienti? No

Ci sono state 2 esperienze di successo: i due bimbi in terapia intensiva, Chiara che dopo 17 giorni  è tornata a sorridere e a muoversi, è stato un momento splendido, di vera gioia da parte nostra e dei genitori che ci hanno ringraziato tantissimo; e poi il piccolo bimbo che  a breve potrebbe diventare un angioletto, ci ha donato una gioia immensa quando ci guardava e quando muoveva i piedini, il medico ci ha detto che non sanno se vede, se sente, se capisce, io ho avuto la sensazione meravigliosa che stava capendo perfettamente cosa stava succedendo e a suo modo ci ha ringraziato.. guardandoci e muovendo i piedi... ne sono convinto.


postato da: mariluaureola alle ore 13:47 | link | commenti
categorie: clinica de marchi - mi
domenica, 24 maggio 2009

Carmencita - Osp. Chivasso (TO)

FOGLIO PRESENZA n. 184

Data: 20/5/2009

Nome del Volontario: Luciana Montanaro

Nome Clown: Carmencita

OSPEDALE: CHIVASSO

Compagni di equipe:  MULAN, SCRICY, BETULLA, JAMBE’, MIAVI, BRILLUCCIA, MUSHU, TIRILLINA

CONSIDERAZIONI:

siamo puntualissimi ad iniziare! Dopo la foto di rito, andiamo sparsi per l’ospedale... io con Betulla a Miavi in oncologia.

In sala d’aspetto troviamo un signore che non ci considera molto... infatti preferisce allontanarsi e andare a guardare i pesci! Non ci lasciamo smontare e andiamo nella prima stanza. Veniamo accolti con grandi sorrisi da un signore, che dovrei ricordare (ha traslocato i mobili di mia suocera e suo nipote è stato mio alunno), per cui cominciamo a parlare di cose che conosciamo solo noi... gli altri si intromettono benissimo nel discorso con stupidate ad hoc e nella successiva stanza prendono il sopravvento scherzando amabilmente con una signora simpaticissima. Il tempo passa velocemente e il disagio iniziale è superato brillantemente.

Andiamo a vedere se i nostri compari in ortopedia hanno finito il giro e ci fermiamo poi tutti insieme ben 5 minuti fuori dal reparto, senza merenda... oggi solo Brilluccia ha portato dei biscotti, ma nessuno osa mangiarglieli, nonostante siano buonissimi, perchè sono per ciliaci.

Tutti in medicina a salutare la nonnina di Brilluccia, poi ci dividiamo in 3 coppie e un tris e giriamo, dividendoci il reparto.

Subito noto un signore seduto che legge un libro di Ugo (nome di mio padre), per cui mi avvicino, ma ... scopro che l’autore è Martinat (AN), morto qualche mese fa. Mi ritrovo immediatamente a disagio perchè avevo brutti ricordi del personaggio e avrei avuto molto da ridire anche sul partito di appartenenza, ma il naso rosso mi ha salvato. Consapevole del fatto che siamo un’associazione apolitica non ho minimamente espresso i miei pensieri in proposito e mi sono limitata a sorridere al lettore che dimostrava un profonda ammirazione per Martinat...

Dopo ciò cerco il nuovo capo-sala Gianni Reato, che è appena andato in pronto soccorso, e me lo cercano al telefono. E’ il sostituto della precedente Valle ormai andata in pensione, che ora è mia amica. Ci presentiamo, si dimostra simpatico e contento di vederci.

Quando tutti hanno finito ci troviamo in fondo a neurologia e condividiamo. Come previsto la povera Miavi è sconvolta da Jambè... ma è sopravvissuta.

E’ andato tutto bene, per quasi tutti. Siamo entusiasti e caciaroni, per cui si ripresenta il problema dell’importanza dell’ascolto gli uni degli altri. Faremo tesoro di quanto emerso e la prossima volta staremo molto attenti a questo, prima ancora di cominciare.

 Sabato 23/5 mia suocera viene portata d’urgenza in ambulanza al Pronto Soccorso di Chivasso. Passo la serata in attesa di un responso in sala d’attesa e in radiologia... per fortuna ci sono passata tante volte come clown. Ho potuto passare il tempo pensando a che cosa facciamo in combriccola anche per i parenti... il tempo non passa mai quando devi stare tutto il giorno accanto al malato. Una volta di più ho apprezzato ciò che facciamo dal di dentro, dalla parte del malato. Medici e infermieri che mi hanno riconosciuto sono stati gentilissimi e, memore del mio naso rosso, ho dato loro un foglietto di quelli che distribuisco in turno e i più smemorati o seri mi dicevano: “Ah! Ecco dove l’avevo vista!”.

 

__._,_.___

postato da: mariluaureola alle ore 18:19 | link | commenti
categorie: ospedale chivasso
sabato, 16 maggio 2009

Chiacchiera - osp. Civile Padova

Condivisione del servizio

DATA: 02.05.2009


NOME CLOWN: Chiacchiera


OSPEDALE: Ospedale Civile

Volontari presenti in turno: 8/ Nanola (A), b_Orazio (A), Luci (acc), Zoo, Ce Fàride, Occiopastro, Ghirodiglio, Chiacchiera


Equipe: 2/ b_Orazio (A), Chiacchiera


Reparti visitati: Chirurgia pediatrica, Nefrologia pediatrica, Prontossoccorso pediatrico


Attivita’ svolta: Come in quasi tutti i miei servizi non è stato usato un tormentone, semplicente b_Orazio ed io entravamo nella stanza e cominciavamo ad interagire con le persone presenti, cambiando sempre approccio a seconda che trovavamo bambini piccolissimi o più grandicelli. A seconda della situazione che trovavamo abbiamo usato i palloncini, i miei bottoni, le magie di b_Orazio, per i più piccoli i campanellini e le marionette da dito. In una occasione abbiamo anche usato per interagire con una bambina un foglio bianco e i colori.


Interazione in equipe dei volontari Clown: Avendo lavorao molto il giorno prima, ammetto che ero un po' stanca e quindi arrivata alla terza stanza mi sono accorta che mentre b_Orazio cercava qualcosa nella sua borsa-claun, io ero lì ferma che aspettavo. Nell'istante in cui mi sono accorta di questo mi sono subito “svegliata” e usando le mie marionette da dito ho cercato di non “lasciare tempi morti” e di aiutare il mio compagno claun. Nelle stanze b_Orazio ha sempre lasciato entrata per prima me, anche se era poi lui che comunque che ci presentava e quindi iniziava con “l'attività” e quindi poi i lo seguivo. Siamo riusciti sempre a usare i tempi e i spazi in modo da non accavvallarci mai, intercambiandoci spesso.


Condivisione emotiva e descrizione del servizio: Ero molto stanca, ma avevo molta volgia di divertirmi e di mettermi in gioco.

In questo servizio ho notato, in due momenti diversi, che a volte senza nessun tipo di oggetto o trucco, si riesce a far esplodere la fantasia dei bambini e quindi in quel momento ci comincia a giocare con loro ed è bellissimo e divertentissimo. La prima volta, eravamo in chirurgia pediatrica, nella stanza di giochi, c'era Benedetta di 4 anni con la zia, che stavano disegnando degli alberi. La bambina stava un po' sulle sue e così ci siamo seduti lì con lei e b_Orazio le ha chiesto se potevamo disegnare anche noi, quindi ci ha dato un foglio e i suoi colori, ma continuava a stare sulle sue. b_Orazio ha cominciato a disegnare degli animali un po' strani che sembravano tutti delle schimmie e chiedeva a Benedetta che assomigliassero prima ad un elefante, poi ad un gatto, poi ad un cane... Al primo animale, appena lei ha alzato la testa le fo fatto cenno di dire di no e ha detto di no e quando ho disegnato io l'elefante ha detto di sì che assomigliava ad un elefante; al secondo sempre su mia suggerimento ha detto di no e io al posto di disegnare il gatto ho tirato fuori la mia marionetta da dito a forma di gatto-tigre, al terzo sempre la stessa scenetta solo che alla fine le ho fatto un palloncino a forma di cane, che lei ha gradito molto regalendoci un sorriso, anche se continuava a stare ancora sulle sue. A questo punto b_Orazio le chiede se voleva farmi un ritratto, ma lei ha detto di no e quindi ha cominciato lui e ogni tanto diceva: “le assomiglia?” e aggingeva un particolare alla fine il cappello, il trucco i capelli li ha aggiunti lei e sotto abbiamo scritto i nostri nomi e io ho attaccato uno dei miei bottoni e glielo abbiamo lasciato come ricordo, e lei se lo teneva stretto stretto: che amore! Ma la scena più bella è stata quando stavamo parlando del bell'albero che aveva disegnato lei, b_Orazio ha notato che aveva disegnato un buco nel tronco, e lei ci ha detto che lì ci vivono gli scoiattoli, b_Orazio quindi le ha chiesto se c'erano anche le noccioline e lei ha detto di sì, quindi b_Orazio ha fatto come per svuotare l'albero e ha raccolto le noccioline sulle sue mani e le offriva i presenti. Benedetta ha preso dalle sue mani una nocciolina e l'ha mangiata... ha pure masticato! Che magia! Abbiamo colorato di fantasia quella stanza dei giochi.

Un'altra cosa simile è capitata in prontossoccorso... una bambina, Sara, era seduta vicino a b_Orazio e io le ero difronte, quindi ho tirato fuori la mia marionetta da dito a forma di papera e faceco “qua qua”. b_Orazio rivolgendosi a Sara, le dice di chiedere alla papera come si chiama, quindi lei viene da me e mi chiede alla papera: “come ti chiami” e io “qua qua” quindi torna da b_Orazio e gli dice: “si chiama qua qua” e così partano una serie di domande a cui io rispondo sempre “qua qua” ma a cui la bambina da interpretazioni diverse tipo che abito in un lago, che sono fidanzata, che vado a scuola e faccio la quarta, e così anche per la mucca che rispondeva solo “muuuuuu” e la giraffa che rispondeva solo “gne gne” e che alla domanda “cosa mangi” la bambina ha tradotto “il cielo”:che gioia, che meraviglia!!!!!!!!!

Abbiamo anche trovato delle ragazzine grandi sui 10-12 anni che abbiamo dovuto conquistare con le magie di b_Orazio, con la prima di queste due fanciulle in stanza con lei c'erano anche il papà e la mamma che si sono lasciati fare qualsiasi cosa, tipo indossare degli occhiali assurdi di b_Orazio o attaccare sulla fronte i miei bottoni e alla fine si sono anche voluti fare delle foto ricordo con noi, indossando gli occhiali e i bottoni, fenomenali!

Giù in prontosoccorso abbiamo trovato due stanze difficili in cui c'erano tre bambini che non ci lasciavano stare, si attaccavano al camice, ci facevano un sacco di rischieste, distruggevano i palloncini che gli avevamo dato, i genitori non facevano niente per fermare questi bambini ed è stato molto difficile gestirli. In pronto soccorso poi ci siamo fermati un sacco ad aspettare Nanola, Luci, Ghirodiglio e Occiopastro, che hanno trovato molte più stanze di noi. Così sono riuscita a sperimentarmi con molte cose: palloncini, bolle di sapone, marionette da dito, il numero di magia con le carte che ormai ho capito che aiuta a conquistare i più grandicelli, il mimo. Anche se stare in silenzio non è il facile per Chiacchiera!

La mattina prima del servizio ho costruito un “pendaglio colorato” con due campanelle, in una stanza giù al pronto soccorso abbiamo trovato un bambino, Matteo, molto piccolo che soffriva di coliche e per un attimo, il mio pendaglio lo ha distratto dal suo mal di pancia. Un altro bel momento con un bambino piccolossimo è accaduto all'inizio in chirurgia pediatrica, dove c'era questa bambina piccolissima che apriva la bocca e faceva dei versetti sipatici e così io che devo chiacchierare con tutti ho imitato i sui suoni e lei mi ha risposto e così b_Orazio mi ha chiesto che cosa mi avesse detto e io prima ho titubato perchè non avevo idea di cosa dire e poi ho detto “è felice perchè ci sono tante persone che la sono venuta a trovare” infatti oltre a noi e alla mamma c'era anche una coppia di amici o parenti; quasta mia frase, anche se tutti sapevamo che era una mia invenzione, ha portato a far sorridere tutti.

Anche se stanca morta sono tornata a casa, molto sereno e positiva.


SUGGERIMENTI e/o PROMEMORIA: Suggerimenti: cercare di stimolare il più possibile la fantasia dei bambini, che come in questa uscita ci possono regalare momenti magici, anche usando cose semplicissime.

Promemoria: arrivare più riposati al servizio in modo da avere maggiori energie da donare e in modo da poter apprezzare e vivere bene il servizio.


postato da: mariluaureola alle ore 21:19 | link | commenti
categorie: ospedale padova

Tadan - Osp. S. Antonio - Padova

Condivisione del servizio

DATA: 26-03-2009

NOME CLOWN: Tadan

OSPEDALE: Sant’Antonio

Volontari presenti in turno: Di Loto, Muu, Mollettina, Punzel, Sticcio, Tadan

Equipe: Mollettina,Tadan

Reparti visitati: Geriatria, Medicina

Attività svolta: Abbiamo fatto i panni, provato a chiamare al telefono uno dei pazienti, lasciato qualche palloncino, imparato la dislocazione di un po’ di chiese a Padova e ascoltato tanti bei racconti...

Interazione in equipe dei volontari Clown: L’interazione con Mollettina è andata bene, non ci siamo quasi mai sovrapposti; è capitato qualche volta di distaccarci per parlare contemporaneamente con diversi pazienti,ma abbiamo ritrovato subito la formazione a coppia.

Condivisione emotiva e descrizione del servizio:Il servizio al Sant’Antonio è sempre caratterizzato da molto ascolto e molta punta di piedi, ma ci sono dei momenti prettamente claun e più colorati. In quest’uscita ci sono state stanze esemplari di questa varietà. In una stanza abbiamo dovuto mettere da parte la parte più claunesca e dedicarci prettamente all’ascolto. In questo caso era la situazione claunesca di per se..siamo dovuti stare radenti al paziente per sentire quello che diceva e inoltre dato che lui non sentiva bene, ma gli altri pazienti dormivano, noi non potevamo nemmeno parlare forte per farci capire..che show! infatti usciti fuori abbiamo riso tantissimo!

In altre stanze ci siamo dati alle gags..in una Mollettina mi ha introdotto come stilista e una volta entrato mi ha fatto da traduttrice del mio improbabile francese e abbiamo creato dei bei momenti di divertimento prendendo le misure delle persone nelle stanze e poi stendendo i panni mettendo un filo lungo la stanza e facendolo tenere da due parenti..

Il momento che più mi ha toccato emotivamente è stato quello in cui dopo aver parlato con una signora che all’inizio era molto diffidente e invece poi si è aperta tantissimo parlandomi di quand’era giovane..a un certo punto mi stava parlando del fatto che suo marito l’aveva lasciata da tanti anni,ma sono riuscito a deviare il discorso e si è creato un bel momento di intimità. Mentre parlavamo mi ha preso la mano tra le sue e prima di salutarmi me l’ha baciata e io mi sono completamente sciolto..penso che fosse la prima volta che mi capitasse, e per me è una cosa veramente forte il fatto che una persona ti baci la mano e così mi ha lasciato una grande sensazione di grazia.

SUGGERIMENTI e/o PROMEMORIA:Il mio suggerimento è innanzitutto di fare servizio al Sant’Antonio perché c’è tanto da dare e da ricevere, quindi da scambiarsi sia con i compagni che con i pazienti i parenti (uno ci ha recitato anche una poesia) e tutti i presenti..anche perché anche questa volta eravamo in sei…

Il mio suggerimento oltre a questo è di usare gli estintori come cabine telefoniche perché sono molto credibili..difatti una signora ha continuato a credere che stessi parlando al telefono davvero per un bel po’..



postato da: mariluaureola alle ore 21:18 | link | commenti
categorie: ospedale s antonio padova
giovedì, 07 maggio 2009

Zompetta - Condivisine Abruzzo

CLOWN ZOMPETTA - VIP CITTADELLA

CONDIVISIONE ABRUZZO - 1-2-3 MAGGIO 2009

Ciao clauni! :O)

Difficile per me esprimere a parole quello che è stato il mio servizio in Abruzzo in questi tre giorni, ma da come mi sono sentita e da come mi sento in questi giorni di ritorno alla "normalità" per me è stato IL SERVIZIO, quello che più di tutti, da quando sono un claun, ho sentito dentro

al cuore. L’avventura parte con altri 7 meravigliosi claun di Vip Cittadella, alcuni di loro ancora tirocinanti e per di più molto giovani: grande coraggio!

Ma con questi ragazzi abbiamo formato un gruppo eccezionale, un gruppo in perfetta sintonia che si è divertito, ha riso insieme, ma ha anche pianto insieme ed ha condiviso...

E’ stato bellissimo condividere con 7 associazioni Vip (Livorno, Asti, Firenze, Alessandria, Siena, Forlì, Parma) un servizio: ne sono

usciti gli stessi valori, la stessa formazione, la stessa voglia di condividere e nell’abbraccio finale del saluto e dei ringraziamenti l’emozione era alta e forte…

Ma veniamo alla condivisione, al servizio e a quello che agli abruzzesi ci hanno donato…

E' pazzesco come molti di noi siano andati lì per fare un servizio d’aiuto alla gente abruzzese e per portare i nostri valori e tutti quanti, e posso dire con certezza tutti quanti, ne siano venuti a casa avendo ricevuto più che aver donato!

La gente, la meravigliosa gente d’abruzzo che ti accoglie a braccia aperte anche se ha perso tutto, che ti offre il cuore perché è quello che gli è rimasto ed è la cosa più preziosa, che ti fa sobbalzare la pancia di emozioni per un sorriso o anche per degli occhi lucidi, ma che hanno voglia di lottare…

Gente che ha perso tutto ma ha ritrovato la forza dell’unione, dello stare insieme, del condividere le emozioni e non il materiale, gente che ha trovato la gioia delle piccole cose, di quelle semplici...e sono queste che io mi porto a casa e che continuerò a vivere e continuerò a portare avanti nella mia vita...la forza dei rapporti umani, la forza dell’amore reciproco, la forza del guardare avanti nonostante tutto perché il cuore ti resta sempre...il cuore è la tua forza! Voglio liberarmi di tutto ciò che è materiale, del superfluo e concentrarmi sul mio cuore e sulle persone che amo! Il mio anno 2009 è iniziato in Africa e lì ho vissuto le stesse emozioni...è un anno di consapevolezza e presa di coscienza!

Siamo andati in Abruzzo per portare lo spirito del Vivere in Positivo e ce l’hanno insegnato loro, ce l’hanno dimostrato con i fatti, con i piccoli

gesti, con il cibo condiviso, con i canti in compagnia...una sola e unica famiglia, una famiglia che ti da tutto e che si priva anche per darlo a te!

Ed è per questo che io desidero tornare, voglio tornare e voglio che il progetto sia continuativo perché voglio restituire tutto ciò che mi hanno donato, perché comunque ne hanno bisogno, ci vogliono, ci cercano, ci chiedono, ci abbracciano, chiedono il nostro sostegno perché non sono imbattibili...hanno bisogno di sostegno, di calore, di essere ascoltati, di essere compresi...e i bambini hanno bisogno di tornare a fare i bambini, di giocare, di essere spensierati, di VIVERE la vita di bambino...

Siamo arrivati il venerdì e dopo il ritrovo e alcune direttive siamo subito andati nei campi, nel campo di Centicolella a L’Aquila e nell’andarci ciò che vedevamo non aiutava certo la nostra carica, la nostra voglia di fare. L’Aquila sembrava una città in stato di guerriglia: Autocarri dei Carabinieri, della Polizia, della Protezione Civile, della Croce Rossa e dell’Esercito erano gli unici accenni di vita…il resto, una città fantasma! Tutto ciò, misto anche alla stanchezza del viaggio e al fatto di fare per la prima volta servizio insieme ci ha portato a non entrare in punta di piedi, a non dare rispetto a chi c’era prima di noi, a non ascoltarci...

Ringrazio Volpina, piccola grande donna, che ha voluto a tutti i costi la condivisione serale, anzi, notturna dopo aver montato le tende, stanchi morti...ma abbiamo condiviso. Con la massima sincerità per il bene comune e per il bene dei servizi dei giorni successivi abbiamo espresso il disagio vissuto nella giornata, ci siamo ascoltati, abbiamo accettato per il bene del servizio ciò che di sbagliato avevamo commesso: cercando di eliminare il nostro io per il bene di quello che andiamo a portare alla gente. E tutto ciò ha portato nei giorni successivi a viverci e a vivere dei servizi pieni di ascolto, pieni di divertimento, pieni di lacrime costruttive e di sorrisi…

Di questi servizi mi restano in mente i giochi di gruppo, con la partecipazione di tutti...grandi, piccini e nonnini. Ma ve lo immaginate Nino, nonno di 80 anni in una tendopoli, col cappello colorato di Zompetta e un nasino rosso a giocare a Zip-Zap-Boing? Ma ve lo immaginate un ragazzo di un campo a Succiano che prende la chitarra in mano e suona e canta con noi? Ma ve le immaginate tre ragazze adolescenti dove ci hanno mandato per alleviare loro il forte trauma subito che si presentano a noi con dei nomi giocosi e si lanciano subito a giocare con noi, a far ridere i bambini del campo con noi, ma ve le immaginate mamma e figlia quindicenne, ad Onna, dove gli sguardi erano pesanti, erano profondi e la gente distrutta…mamma e figlia che ci guardano, la ragazza che cerca di trattenere le lacrime, ma riesce a sorridere e a dirci: tornate...ma ve la immaginate la Protezione Civile che gioca con noi, che ci nutre, che ci ringrazia...e tutte le associazioni di volontariato diventano un tutt'uno, un sostegno reciproco, ma ve la immaginate quell’aria di familiarità all’interno dei campi, quell’aria che dice: qui tutto quello che ci è rimasto è di tutti e

condiviamolo! Aria di pace interiore, aria di amore...nonostante tutto.

E ora passo ai ringraziamenti: a Volpina, grande donna che mi ha unito a lei un berretto e degli sguardi...e quel berretto mi ha portato in abruzzo e quel berretto con un piccolo-grande gesto me l’ha regalato sabato sera. Lo porterò con fierezza quel berretto perché oltre a essere bello ;O) è anche simbolo di come ci si possa legare per uno scopo comune. Ancora a Volpina che ci ha creduto e continua a credere ciò che fa, soprattutto nei valori dell’associazione, quella stessa associazione che io in piena consapevolezza ho scelto e che rappresenta anche me nei valori. Ai ragazzi di Vip Cittadella…di cui sono andata tanto fiera che hanno dato tutto il loro cuore, a Spinny grande compagna di viaggio piena di saggezza che mi ha supportato nei momenti in cui mi sentivo troppo responsabile, a Spank per tutto il cibo procuratoci e che dopo il venerdì sera ha compreso col cuore il suo viaggio, a Biribò unico piccolo-grande uomo del nostro gruppo che ci ha ci ha portate in abruzzo guidando tutta la notte e ha fatto divertire con il suo meraviglioso modo d’essere e alla scoperta della sua splendida maturità, a Pansè con la sua splendida dolcezza, con il suo fare da bambina che allarga il cuore, a Gegei sempre attenta e sempre presente e piena di maturità, a Minù col suo modo di fare che ti spiazza, a Fiaba che ci crede con tutto il cuore e l’anima a ciò che fa..lo percepisci dai suoi occhi.

E ai compagni d’avventura delle associazioni Vip:

- Rai, mamma che prende coscienza di ciò che ha a casa

- Ilopan, uomo che si mette in discussione con grande maturità

- Zezza, grande ragazza con tanta voglia di imparare

- Belbignè…donna dolcissima che si mette a disposizione altrui

- Pel di Carota, che con le sue barzellette spiazza tutti, ma soprattutto ascolti con attenzione le sue condivisioni

- Etoile, che ti emoziona a sentirla parlare

- Groucho, che crede nella continuità del progetto

- Pepi, che con le sue calze simpatiche ti fa sorridere e quando ti dice di essere un orso non le credi perché ti basta guardarle gli occhi

- Semolina, che comprende e aiuta in silenzio

- Arc en ciel che con la sua energia coinvolge

- Gibbo, sguardo dolce e affettuoso...difficile dimenticarlo con Ilenia in braccio durante i canti

- Talento, che porta la sua esperienza

- Alwin (marò, spero sia giusto il nome!), che in silenzio ci mette il cuore

- Pippilotta, che è lì e pensa ai bambini abruzzesi e anche ai suoi figli

- Fefè, donna che con lo sguardo ti entra dentro

- Delizia, che con le sue lacrime di saluto ti commuove

- Ziù, che nonostante non abbia mai guidato un furgone ti dica si col cuore

- Fagiolino, che mi fa gli scherzetti in macchina

- China, che non ho avuto modo di conoscere ma spero di poterlo fare

- Magicondo, che ti incanta con le sue magie

E spero davvero di non aver dimenticato nessuno….

E a me che sono arrivata con la pancia stretta nel vedere le case distrutte e me ne sono andata con la pancia allargata, con la sensazione di amicizia, di amore, di pace, di valori veri condivisi con i miei compagni VIP di viaggio....a me, che amo ciò che faccio.

E al mio nasetto rosso....che non l'ho tolto nemmeno per dormire...

Un abbraccio

Zompetta


postato da: mariluaureola alle ore 08:18 | link | commenti
categorie: abruzzo