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domenica, 15 novembre 2009

Millecolori - Osp. Civile Padova

 

CONDIVISIONE DEL SERVIZIO

DATA: 17 ottobre 2009 
NOME CLOWN: Millecolori
OSPEDALE: civile di Padova
Volontari presenti in turno:
Punzel, Luci, Nanola, Cuoricina, Astalavista, Mollettina, Gimpsy, Millecolori

 Equipe : Punzel e Millecolori
Reparti visitati: pediatria


Attivita’ svolta: in questo servizio il mio angelo era Punzel. Abbiamo visitato le stanze con molta tranquillità senza preoccuparci di trovare qualcosa di specifico da fare. I bambini erano tutti molto piccoli, e per questo spesso l’interazione è stata con i genitori e i parenti che erano presenti nelle stanze. Di volta in volta abbiamo improvvisato delle situazioni utilizzando semplicemente la nostra voglia di divertirci, e i qualche oggetto presente nelle nostre borse. Visto che i bambini erano piccoli, cercavamo la loro attenzione con i campanellini di Punzel, che si sono rivelati un vero prodigio, creando quasi una magica melodia che i bambini seguivano con lo sguardo. Con quelli più grandicelli invece il libro magico, che ho usato anche io per la prima volta, desta sempre stupore e interesse neli bambini e devo dire che anche i genitori di prestano bene a questo piccolo gioco. Un tormentone che abbiamo comunque usato spesso, è quello di giocare con il mio nome e la mia incapacità di riconoscere i colori (hihi…:o)), i bambini la sentono come una piccola sfida, e il fatto di riconoscere i colori al posto mio, che li sbaglio sistematicamente, da loro un bel po’ di coraggio nell’ interazione. In reparto avevamo poi dei bambini che ci seguivano da una stanza all’ altra, e spesso ce li ritrovavamo fuori la porta, pronti ad accompagnarci nel nostro divertente percorso. Non abbiamo lasciato in giro molti nasi rossi, forse perché ne avevamo un po’ pochi, ma in compenso punzel ha donato alle stanze delle spade magiche appese al muro e diverse coccinelle, alcune anche con dedica e autografo. Non tutti i palloncini escono con il buco, soprattutto quelli di
Millecolori, che però lasciano molto spazio alla fantasia dei bambini, hihihi…

Avevamo ben tre tubetti di bolle di sapone, ma non di quelle normali, ma quelle magiche, quelle che se le tocca un claun o un adulto scoppiano, ma se invece le tocca un bambino, beh fanno un suono mentre scoppiano, peccato che di 3 tubi, solo 1 era in forma, gli altri diciamo che lasciavano un po’ a desiderare.

In un reparto poi abbiamo prestato particolare attenzione, in quanto vi era la possibilità di portare in giro qualche amichetto poco gradevole, così ad ogni stanza ci siamo lavati le mani per bene, una volta pure invertendo il sapone con il gel… hhahaha pagliacci… ;)

 

Interazione in equipe dei volontari Clown: fare coppia con Punzel, è stato positivo. Ho scoperto un nuovo claun, con il quale prima di questa occasione avevo interagito poco. Devo dire che lei è davvero una bombetta di energia, sempre molto vivace e a volte pure un po’ rumorosa nella suo personaggio. Quasi incontenibile. Io di mio mi sono messo in ascolto, è mi sono subito lasciato trascinare dalla sua esperienza, cercando un po’ alla volta di coprire i miei spazi e intervenire attivamente. Per la prima volta ho portato con me dei giochi, come il libro magico, e Punzel mi ha fatto da spalla in questa scenetta, questa volta lasciandomi giocare in prima persona.

E’ stata molto attenta comunque ai miei movimenti, a volte cercando di correggere alcune piccole imperfezioni, e di questo sono a lei molto grato. Anche nella gestione di una infermiera un po’… arrogante, si è dimostrata esperta e accondiscendente, riuscendo a strapparle un sorriso, nel quale non speravo proprio.

 

 

Condivisione emotiva e descrizione del servizio: questo servizio è stato importante, era da tempo che non mi mettevo in gioco, e un po’ ero preoccupato per Millecolori. Anche se devo dire che l’estate e alcuni corsi mi hanno davvero aiutato a trovare un po’ di sicurezza.

Devo dire che nei reparti vi erano molti bambini, di più che nei servizi precendenti, anche se spesso più piccoli e magari non tutti disponibili per il servizio. Ma questo gran numero di pazienti nei reparti ha portato, un certa aria pesante, che si poteva respirare e avvertire un po’ ovunque, quasi tensione e nervosismo. Certamente i bambini non la avvertivano, ma noi un po’ si, soprattutto gli infermieri e alcuni genitori mi sono sembrati un po’ tesi. Non ci sono stati particolari rifiuti, se non quello di una mamma che era in pena per il bimbo, alla quale in punta di piedi abbiamo lasciato un fiore e un sorriso, e un po’ un infermiera che diciamo non faceva proprio con noi la simpatica, ma grazie a Punzel ne siamo usciti agevolmente.

Il momento più difficile è stato forse con un bambino, credo marocchino, che non voleva lasciare il tubetto delle bolle, e lo tirava a se con molta forza. Non sapevo ben gestire la situazione, anche perché le sue difficoltà di compresione e di movimento, non mi consentivano di interagire con lui in maniera naturale. Fortuna che è intervenuta la madre in mio aiuto, che un po’ aveva capito la situazione.

In generale comunque il servizio si è rivelato buono, e arricchente sia perché non mi aspettavo Punzel come angelo, e questo mi ha fatto capire che la nostra forza sta proprio nel riuscire con pochi elementi a fare coppia con tutti gli altri claun, sia perché è arrivato in un momento un po’ particolare per me, per cui mi ha un po’ distolto dai pensieri quotidiani.

 

SUGGERIMENTI /PROMEMORIA: i suggerimenti sono davvero pochi, se non per me che dovrei fare questa condivisione un po’ prima. Ai trainer nulla, per come mi muovo in servizio, direi che ho la base di ciò che serve, ancora molto da imparare sicuramente, ma diciamo che rimango anche ad osservare ed ascoltare. Come promemoria, cercare di fare pratica con i giochi, e accertarsi che le bolle di sapone siano funzionanti.

 


postato da: mariluaureola alle ore 08:23 | link | commenti
categorie: ospedale padova
lunedì, 09 novembre 2009

Corso per Clown Sociale a Modena

Corso Clown sociale con Aureola 6-7-8 Novembre 2009

148














Aprire la porta di casa per fare entrare persone che hanno con te già tanto in comune seppur senza conoscerle è un gesto che racchiude in sè CURIOSITA' nel voler scoprire di più di ognuno di loro, RESPONSABILITA' nel desiderare che tutto vada per il meglio, SPERANZA che riescano ad emozionarsi e sentirsi a proprio agio, far capire loro che saremo una grande FAMIGLIA.

A mente ancora parecchio calda, di ritorno da un'ora circa dal corso, mi sono resa conto che è accaduto qualcosa di speciale, che si ripete di anno in anno ma che per la prima volta ho avuto la fortuna di vivere in prima persona.

Aureola ha chiesto ai nuovi claun, a fine corso, di dividersi in gruppi di 5 persone e di confrontarsi per 10 minuti alla fine dei quali avrebbero poi condiviso pensieri a loro volta assieme a tutti gli altri.

Le domande da lei poste erano semplici e dirette: COSA AVETE IMPARATO? COSA AVETE APPREZZATO?

E' stato più volte espresso da tutti durante i tre giorni il senso di pace, di serenità che ha iniziato a prendere ognuno di noi.

Ma c'è qualcosa di più profondo che è emerso e che merita di essere scritto, perchè ogni pensiero, se positivo, è giusto che venga diffuso.

Riporterò qui alcune frasi significative scritte nelle condivisioni.

Abbiamo imparato ..

 "...che il corpo può comunicare prefettamente senza la parola"

 

"...che è importante riuscire a dire di NO senza sentirsi in colpa per non caricarsi troppo"

 

"...che è possibile creare e fantasticare assieme a persone appena conosciute, se quello che le lega è un fine comune"

 

"..a prendere coscienza di noi stessi"

 

"...a non preoccuparsi del giudizio degli altri"

 

"...a liberarci dagli schemi"

 

"...cosa si prova nell'essere rifiutati e nel rifiutare a nostra volta"

 

"...a fidarsi senza conoscersi"

 

"...l'importanza della condivisione perchè solo condividendo si può capire l'emozione"

 

"...l'importanza di ascoltarsi e di volersi bene per poter amare gli altri"

 

"...a riscoprire parti del nostro corpo molto spesso dimenticate"

 

"...che essere se stessi è liberatorio"

 

Abbiamo apprezzato..

 

"...ad aprire la mente e a renderci conto dei bisogni altrui"

 

"..la famigliarità"

 

"...il fatto di sentirsi liberi nel mostrare le proprie emozioni"

 

"...la sensazione di conoscersi già"

 

"...il rispetto ed il non giudizio"

 

"...la complicità e la voglia di iniziare questo percorso con un pò di sana paura...ma ci sono gli angeli"

 

E noi Angeli di Modena abbiamo...

 

"...ricevuto conferma che quello che facciamo funziona"

 

"...imparato che non si smette davvero mai di emozionarsi"

Siete arrivati a casa, abbiamo chiuso la porta per far sì che ognuno di voi si senta protetto e a proprio agio, per prenderci cura di voi e perchè la vostra energia e voglia di camminare assieme renda questo percorso il più bello della vostra e della nostra vita.

Se questo è ciò che avete imparato ed apprezzato in tre giorni vi possiamo garantire che IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE!

BENVENUTI NUOVI AMICI e grazie Aureola per lo splendido lavoro!!!!

Elifantina, Barkollina, Ayeye, Sgombiglio, Spolina, Pipino, Barney, Contessa, Spinone

 

 

 


postato da: mariluaureola alle ore 08:38 | link | commenti
categorie: corso clown sociale
martedì, 03 novembre 2009

Clown Cuoricina - Osp. Civile Padova

CONDIVISIONE DEL SERVIZIO

DATA: 17/10/2009

 

NOME CLOWN: Cuoricina

 

OSPEDALE: civile di Padova


Volontari presenti in turno: Io, Nanola, Luci, Punzel, Millecolori, Gimpsy, Mollettina e AstaLaVista.

 

Equipe: Io e Luci.


Reparti visitati: Chirurgia Pediatrica, Nefrologia e Pronto soccorso pediatrico.


Attivita’ svolta: abbiamo usato la marionetta (“Gallina di Padova”), le bolle di sapone, i palloncini.

 

Interazione in equipe dei volontari Clown: L’interazione con il mio angelo è stata particolare... Da subito il mio angelo mi è sembrato un po’ giù di morale ed io ho tramutato questa sensazione nell’idea che il mio angelo in quel momento potesse avere bisogno del mio impegno. Perciò mi sono lanciata di più delle altre uscite, pensato di ‘sollevare’ il mio angelo dal peso di dover gestire (cioè pensare a cosa fare…) tutto il servizio, essendo io il clown nuovo.

Alla condivisione finale, invece, mi sono accorta che non avevo capito nulla, che avevo completamente sbagliato e che non avevo sufficientemente ascoltato il mio angelo/compagno: lei si era sentita spettatrice perché io mi ero lanciata troppo.

La cosa mi ha evidentemente scossa. 

 

Condivisione emotiva e descrizione del servizio: il servizio io l’ho vissuto bene, perchè quasi tutti i bambini incontrati ci hanno donato un sorriso, anche quelli più piccoli ed hanno quelli più restii. Non mi sono accorta del disagio del mio angelo, per cui lo scossone è arrivato solo alla fine, quando me l’ha detto e il servizio era già finito.

I bambini erano in prevalenza piccoli, tipo da 25 giorni a 3 mesi, ma la maggior parte di loro era molto attratto dalla gallina, una marionetta a mano, che ci aveva prestato un compagno clown prima di iniziare e che aveva il becco che si apriva e chiudeva. Anche le bolle hanno riscosso molto successo e attirato la loro attenzione. Per esempio, una bambina non italiana che avrà avuto 6-7 anni, forse non capendoci, non si è interessata molto a noi, ma le bolle hanno catturato la sua attenzione e abbiamo giocato insieme, anche col papà. Anche un altro bambino non italiano, all’incirca della stessa età, non ci ha prestato molta attenzione, finchè una sciabola non è magicamente comparsa davanti ai suoi occhi… l’ha accettata volentieri, come un prezioso regalo.

Anche un’altra bambina, italiana credo, della stessa età circa, ma visibilmente scossa dall’assenza della mamma (ce l’ha detto anche la nonna che era con lei) si è lasciata andare un pochino, solo davanti ad un bel fiorellino rosa.

Ricordo volentieri il neonato della prima stanza, perché abbiamo conversato molto con gli zii, che gli tenevano compagnia e sono stati loro a suggerirci la storia di Gallina, la nostra marionetta: non una comune Gallina, ma bensì una gallina D.o.p., cioè di origine protetta… da noi! ;o) Una gallina cittadina,da non confondere con la ‘comune’ gallina di Polverara, anch’essa D.o.p., ma che fa le uova e buon brodo. La nostra Gallina invece no: troppa fatica…

Un’altra bambina è riuscita a stupirmi: era in corridoio con la sua mamma ed io ed il mio angelo, insieme con l’altra coppia, perché ci stava aspettando, cercavamo di farla sorridere. Lei non ci capiva, perché non italiana, e ce ne stavamo quasi andando senza esserci riusciti, quando la sua mamma ci ha richiesto un palloncino. Noi, che non ci avevamo ancora pensato, abbiamo accolto più che volentieri la richiesta e magia… il palloncino ha fatto spuntare un mega sorriso!!!

 

 

SUGGERIMENTI /PROMEMORIA:

-       Cercare di dire al proprio compagno se qualcosa non va bene durante il servizio, in maniera diretta. Non lasciare nulla per scontato e non cercare di capire da soli, perché altrimenti si potrebbe fraintendere.

-       Procurarmi il solito, famoso, probabilmente utile campanellino!

postato da: mariluaureola alle ore 12:49 | link | commenti
categorie:

Clown Chiacchiera - Osp. S. Antonio - Padova

CONDIVISIONE DEL SERVIZIO

DATA: 25.10.2009

 

NOME CLOWN: Chiacchiera

 

OSPEDALE: Ospedale S.Antonio


Volontari presenti in turno:  Scarabocchio, Fagottino, Tartaruga, CèfaRidè, Zoo, OccioPastro, Biancaneve, Chiacchiera

 

Equipe: OccioPastro e Chiacchiera

Reparti visitati: Geriatria e Medicina


Attivita’ svolta: avevamo deciso di usare un tormentone suggerito da Scarabokkio, ma poi siamo finiti ad usare un tormentone che è nato stanza per stanza e cioè che eravamo magici e che indivinavamo i nomi e facevamo magie con le carte e con il libro magico.
 

Interazione in equipe dei volontari Clown

era la prima volta che facevo servizio con OccioPastro e devo dire che all'inizio non eravamo molto in sintonia, ma dopo qualche stanza ci siamo trovati subito tanto che alla fine del servizio durante la condivisione in bar abbiamo scelto la stessa bibita e lo stesso tramezzino!!!!! ^__^

 

Condivisione emotiva e descrizione del servizio La prima stanza a geriatria è stata un po' difficile perchè abbiamo trovato un signore che sembrava un po' confuso e che aveva come dei vuoti di memoria. Questo signore ci seguiva nei nostri discorsi pieni di fantasia, ci dava corda e capiva le battute, ma continuava a ritornare sempre sul fatto che lui era in ospedale, che non poteva più muoversi, che era solo... nonostante i nostri sforzi lui ritornava sempre su guesti argomenti e quindi è stata, per me una stanza un po' difficile. Alla fine lo abbiamo salutato lasciandogli un disegno delle montagne dove lui piaceva una volta andare e un nasetto rosso. Lui è stato molto contento della nostra visita, della compagnia, delle chiacchiere e dei regalini che gli abbiamo lasciatoe ci ha ringraziato molto, anche se comunque è rimasto malinconico.
Le altre stanze sono state tutte molto belle, in cui abbiamo trovato persone a hanno giocato volentieri con noi!In una stanza in cui c'erano molte persone tra pazienti e parenti, abbiamo improvvisato uno spettacolino prima indovinando i nomi (e vi stupirete con che bravura riuscivamo a indovinarli veramente!!!) poi col libro magico in modo da far partecipare un po' tutti i presenti.

 

 

SUGGERIMENTI 

non spaventarsi se non si trova subito la "connessine" col proprio compagno claun, basta un po' di asolto e ci si trova subito!

 

 


postato da: mariluaureola alle ore 12:47 | link | commenti
categorie: ospedale s antonio padova
lunedì, 12 ottobre 2009

Bignè - Clinica De Marchi - Milano


DATA: sabato 10 ottobre 2009

NOME CLOWN: Bignè

CITTA’: Milano
OSPEDALE: De Marchi

ASSOCIAZIONEVIP: DuturClaunVipMilano

Durata: 10.00 alle12.30


Volontari presentiin turno: BIGNE' e  Millelire


Reparti visitati: Pediatria (3° piano).


Arriviamo al 3° piano e andiamo in un bagno a cambiarci.. scelta infelice... il bagno è una camera a gas, ma resistiamo e riusciamo a cambiarci... Nella prima stanza troviamo un bimbo di 3 mesi, la mamma ci dice che ha vari problemi... e così mentre tentiamo di far sorridere il bimbo parliamo con la mamma.. che aveva bisogno di parlare con qualcuno... questa è stata la mia sensazione... e penso che le abbiamo regalato qualche minuto di spensieratezza. Poi per le prossime 3/4 stanze non abbiamo trovato nessuno, molti erano nella sala giochi.., ma noi continuiamo e entriamo in una stanza con due bimbi, con i rispettivi genitori e iniziamo a fare delle magie.. la luce si spegne e si accende al tocco della nostra bacchetta... il gioco piace e anche i due bimbi hanno le loro 2 bacchette, un foglietto di carta per la principessa e il telecomando della televisione per il principe... è stato molto divertente! Poi andiamo nella stanza di una ragazza di 18 anni.. e ci mettiamo a sentire la musica, in compagnia anche di una sua amica... parte la canzone di Carta e poi di un gruppo (non ricordo il nome)... e allora parliamo di canzoni, cantanti e generi musicali, le due ragazze, che stavano studiando inglese e matematica, si divertono molto... anche perchè hanno smesso di studiare! Poi incotriamo un ragazzino e il mitico Millelire si esibisce in un numero di alta magia... lo stesso numero l'ha ripetuto in tutte le stanze e gli è sempre riuscito... e io mi domandavo.... "Ma come farà??!!!".... ancora adesso che sto scrivendo non ho ancora capito il trucco. Poi arriviamo in una stanza con una bimba in compagnia di un'altra che ha conosciuto in ospedale, e subito si materializza davanti a noi il mare, con la spiaggia e gli scogli... le bambine sono molto divertite e continuano a dirci "Ma non c'è il mare"...e poi "Siamo in ospedale"... allora il grande Millelire tira fuori una cuffia, da piscina, e poi si tuffa in acqua e le bimbe sorridono sempre di più... Prima di uscire da tutte le stanze lasciamo un questionario per la nostra associazione e alla fine siamo passati a ritirarli tutti... e tutti l'avevano compilato... BRAVISSIMI.... Un papà alla domanda "cosa vorresti fare/cosa suggeriresti alla nostra associazione" ha scritto: "Dono 1 euro" e me l'ha consegnato... in un primo momento gli avevo detto di no... ma poi lui ha aggiunto: "dentro al questionario c'è la spiegazione"  e quando ho visto quello che aveva scritto, non ho potuto fare a meno di accettarlo, ho ringraziato e sono uscito. 

 

Metodo/tecnicausati (gag,filastrocche, canzoni, indovinelli, interazione tra biancoe augusto, ecc.):
improvvisazione, gag, magia, interazione bianco e augusto e tanta fantasia

Strumentiportati(marionette, magia, giocoleria,
altro…): 2 folletti, 1carillon, 2 giochi di magia, 1 pupazzo

Strumenti usati: giochi di magia 

Strumenti/metodo preferiti dai pazienti: giochi di magia e gag

L'esperienza di successo è quella con la bimba al mare... si è divertita molto e sicuramente non ha pensato alla sua malattia.

 


postato da: mariluaureola alle ore 15:30 | link | commenti
categorie: clownterapia, ospedale de marchi milano
venerdì, 09 ottobre 2009

MESSINA - servizio per sfollati

CONDIVISIONE servizio del 5 ottobre ’09

MESSINA HOTEL Le Palme- ovvero la casa temporanea di alcune delle famiglie sfuggite alla valanga di fango di Giampilieri e Scaletta Zanclea-

Scrive Athena

Clown presenti: Girandolina, Altalena, Floe, Florella, Sasy, Pax, Peperoncina, Merendina, Jeggy e Athena. 

Non riesco a mettere giù due righe, mi sembrano inutili i dettagli, vi dico soltanto che il sole e il caldo di questo pomeriggio giocano a favore del nostro umore! Siamo in dieci a rappresentare uno spirito unico:la solidarietà!

Arriviamo dopo le solite tribolazioni da caosclown con circa un’ora di ritardo! Ma anche il Tempo del nostro ritardo è un dettaglio che “lascia il tempo che trova” di fronte a problemi di questo genere!

Uno sguardo d’intesa e una distribuzione equa di oggetti vari inviati da Gaudì (assente solo fisicamente da questo servizio), 

segnano l’inizio.

Ci viene incontro Luciana, ovvero il nostro tramite.

Ricordo che il nostro servizio si svolge all’interno di un punto di accoglienza e non sui luoghi del disastro. Lo sottolineo perché, sicuramente, la situazione che si presenta ai nostri occhi è addolcita rispetto alla cruda realtà.

L’uomo nelle situazioni di disagio, tira fuori le proprie risorse sopite e accantonate per le emergenze!

Due gruppi di uomini giocano a carte, nella sala pranzo, come se avessero ricostruito i loro tavoli presso il bar che, probabilmente,  verso  questa ora erano soliti frequentare! !!

Fuori, ai bordi della piscina, lo spiazzo dove bimbi di varie età, si dedicano ai loro giochi!

Ma allora è tutto a posto!!!!!!!! E invece no. Perché se l’adulto è bravo ad occultare e a fingere, gli occhi e le azioni dei bambini non possiedono il filtro di chi nella vita ha imparato a nascondere (nel bene e nel male) le proprie emozioni.

Inizia, da parte dei clown, un momento di osservazione e di caos al tempo stesso. La nostra voglia di dare un po’ del nostro amore a quei bimbi e ai ragazzini presenti era palese. Ma l’esperienza ci insegna che è necessario un periodo di riscaldamento prima di trovare la chiave di apertura affinché, con fiducia,   loro si avvicinino a noi. Un movimento sbagliato, una voce più forte, avrebbe potuto aprire le porte a drammatici ricordi! Qualcuno dei presenti  era stato estratto dal fango  perché le manine e solo le manine non   erano state sommerse! Perciò guai a toccarle quelle manine!

A poco a poco la curiosità  li porta ad interagire con noi con serenità….ed ecco che la magia si propaga.

Chissà, forse in queste notti a venire faremo parte dei loro sogni e non delle loro paure, contribuiremo col nostro sorriso ad asciugare -come il sole della nostra terra- il fango che  minaccia le loro case!

Con questa speranza vi invio un grande abbraccio

 athena     


postato da: mariluaureola alle ore 10:59 | link | commenti
categorie: messina
martedì, 29 settembre 2009

Abruzzo - Clown Talento

Sentivo la necessità di vivere l'esperienza dell'Abruzzo come Michela e non solo come Talento.  Ma oltre che con Vip, non collaboro attivamente con nessun altra associazione che potesse darmi questa possibilità.

”Sono dell'idea che quando qualcosa lo vuoi veramente...questo qualche cosa debba prima o poi accaderti”

Io e Ciuchina, abbiamo vissuto l'Abruzzo in due modi diversi.

Io come clown e lei come protezione civile.
Ma entrambe ci siamo raccontate di quei nostri giorni trascorsi in Abruzzo con gli occhi lucidi e il cuore tra le mani.

Ciuchina mi informa….C'è la possibilità di riscendere in Abruzzo.

Una persona del campo di Tempera ci ospita nella sua tenda.
La protezione civile che si occupa di questo campo aspetta me e  Ciuchina a braccia aperte.

Il cuore ha un sussulto. Il mio desiderio si avvera.

Venerdì notte cariche nel cuore partiamo.
Arriviamo a Tempera alle primi luci del mattino....e come entro in quel villaggio ho la netta sensazione di aver preso una delle migliori decisioni della mia vita.

Mi sento a casa anche se di quelle persone non ne conosco nessuna....anzi solo una…. Filippo che ci ospiterà in questo we !

Mi accorgo che non si ha più nulla....davvero più nulla.....ma quel poco che si ha è a disposizione di tutti….anche di me…che centro pochissimo con loro….

Mi accorgo che le persone hanno imparato a far tesoro anche di un abbraccio....di un sorriso....del non esserci dimenticati di loro….

E allora vivo quegli attimi facendone grande tesoro dentro di me.

Vivo la vita del campo per due giorni interi.

Vivo un campo MERAVIGLIOSO!

Si fanno quattro chiacchiere ovunque...anche aspettando che si liberi il bagno o la doccia....ci si conosce...ci si racconta....ci si vive....

E ci si vive con cuore…perché nella nostra quotidianità spesso chiediamo a qualcuno incontrato per strada come sta…e poi nemmeno si sta ad ascoltarne la risposta….

 

In un campo….ci si vive intensamente…ma ancora più importa ci si ascolta….

E io credo che alla fine tutto questo disastro...porterà per alcune persone ad una grande rinascita interiore.....

Sicuramente la mia.....

 

Ho sentito la GRATIDUDINE.

Ho sentito che davvero questa vita non è così scontata e dovuta.

Mi accorgo che ognuno di noi ha grandi sofferenze, ma anche tanti motivi per essere grati a qualcuno….a qualche cosa....o per lo meno grati alla vita stessa.

 

Forse non era a caso la serata di venerdì ad allenamento sulla gratitudine.

Forse davvero c’è un perché e un tempo per tutto.

 

Ho sentito raccontare ancora il terremoto….e ho visto in quegli occhi la totale disperazione.

Ho sentito la paura del non sapere ancora dove si andrà a finire…dell’essere in balia di altre decisioni…

Ho girato per Tempera…oggi è difficile abituarsi alle immagini che rimangono nella memoria...

 

Mi sono fermata a domandarmi se tutto quello che vedevo avesse un senso….

 

Ma ho anche rincontrato la voglia di tornare a vivere….dal cucciolo di maremmano preso da una famiglia del campo….dalla festa di compleanno a pochi passi dalle tende….dal decidere di comprare un auto nuova….o di aggiustare un vecchio garage in attesa della casetta….

 

Forse è anche vero che tra poco mi dimenticherò di tutto questo….forse è anche vero che tornerò a imbronciarmi per il costo troppo elevato di una borsa….piuttosto che di un paio di scarpe….ma è anche vero che se dentro di me ho vissuto queste cose con queste sensazioni…..se dentro di me mi sono accorta di queste piccole….grandi cose…..io certe emozioni non le dimenticherò mai….

 

Ho fatto una scappata veloce ad Acciano….ho trovato seduto su una panchina Achille…aveva il cappello in testa….ho sorriso….ancora aveva il cappello che jikli di Vip Parma gli aveva donato nel nostro w.e. di luglio in Abruzzo….

Gli ho detto “Achille ti ricordi di me?”....e lui “e….come no…mi ricordo eccome!!!… e dove sono tutti gli altri?...organizziamo uno spettacolino stasera?”

 

….il nostro volontariato ha un senso anche li!

 

Un aperitivo con Mirella la signora della locanda di Acciano…e la sua gioia nel rivedermi….nel ricordarmi di lei…..e la promessa che tornerò a trovarla……

 

E’ difficile oggi lavorare senza tornare a pensare a queste poche ore in Abruzzo.

E’ difficile sedersi davanti ad un computer…e scordarsi che a 700 km qualcuno ogni giorno sta ancora lottando per una vita normale…..per una casetta….o un pasto caldo….ma forse è possibile fare tesoro di tutte queste emozioni!

 

Volevo condividerle con voi.

Ovviamente a modo mio….ovviamente raccontando come dice qualcuno “fin dove lo decido io”...

 

Un grazie colmo di riconoscimento e amicizia a Ciuchina per questa possibilità donata  a chi "era con noi"  con msg....anche se lontano.




postato da: mariluaureola alle ore 09:28 | link | commenti
categorie: abruzzo
venerdì, 25 settembre 2009

Chiacchiera - Osp. Padova

 

CONDIVISIONE DEL SERVIZIO

DATA: 19/09/2009  

NOME CLOWN: Chiacchiera  

OSPEDALE: civile di Padova
Volontari presenti in turno: 8/ Viki, Nanola, Hope, Stracciatello, Baba, Chiacchiera, Giallino, Luscio

 Equipe: 2/ Hope e Chiacchiera

Reparti visitati: chirurgia pediatrica, nefrologia pediatrica, prontosoccorso pediatrico


Attivita’ svolta: Hope ed io non abbiamo usato un tormentone anche perchè abbiamo trovato stanze molto diverse tra loro. Abbiamo improvvisato usando i palloncini, i nasi, il libro magico, le campanelle, Momo, i miei bottoni, le bolle a seconda della stanza che trovavamo.
 

Interazione in equipe dei volontari Clown: con Hope non ero mai uscita insieme. E' stata proprio una bella uscita ci siamo trovate da subito in sintonia. entrambe abbiamo adottato un stile di ascolto e semplicità per tutte le stanze. eravamo talmente in sintonia che ci completavamo le frasi ed in una stanza addirittura, senza meterci d'acordo, parlavamo in contemporanea!


Condivisione emotiva e descrizione del servizio: sono arrivata in ospedale molto presto e appena è arrivato Giallino ci siamo subito messi all'opera con un bambino che prima si vergognava e poi ci ha fatto gli scherzetti.

La prima stanza con Hope è stata un po' "difficile" perchè c'era questa ragazzina che aveva appena avuto, credo, un rigurgito di saliva e quindi era un po' in difficoltà. Poi quando la situazione è migliorata e abbiamo "cominciato" il papà ci ha detto che non ci poteva vedere e quindi queso mi ha un attimo spaventata, ma poi le siamo andate vicini, le abbiamo fatto le carezze (su suggerimento del papà) e le abbiamo spiegato tutto quello che stavamo facendo, dal naso rosso messo al papà al palloncino che abbiamo trasformato in coccinella.

Nelle altre stanze abbiamo trovato bambini molto piccoli e quindi abbiamo usato le campanelle e abbiamo interagito con i parenti. In una abbiamo dato una spada ad un nonno che si è improvvisato spadaccino e andava ad "importunare" gli altri parenti e la nipotina.

A nefrologia abbiamo fotto un sola stanza, ma è stata molto impegnativa e ci siamo andate due volte.

In questa stanza c'era una bambina attaccata ad un machinario, con un "sacco" di tubicini che le uscivano dalla pancia. La bambina era ossessionata da questa macchina, infatti la prima cosa che ci ha detto quando siamo entrate è stato descriverci cosa faceva la macchina. Più volte abbiamo cercato di distogliere la sua attenzione da quel macchinario ma ogni tanto "lui" suonava e quindi la bimba andava in panico. Abbiamo tentato il libro magito un sacco di volte, poi lei si perdeva e soprattutto ci avrà chiesto come ci chiamavamo un centianaio di volte.

Nella sua stanza c'era anche una ragazzina con la mascherina e con lei abbiamo interagito ma da lontano.

Uscite da questa stanza in corridoio abbiamo trovato "Annasalta" con il papà, Viki e Giallino. Quindi loro sono andati in una stanza che avevano dovuto saltare e noi abbiamo giocato con il libro magico con "Annasalta" e abbiamo scherzato con un'infermiera. Quindi siamo ritornati nella stanza perchè la bimba urlava e anche la dottoressa ci ha chiamate. Qui è stata molto brava Hope che ha raccontato una bella favola per far capire alla bimba che non deve aver paura perchè non è sola.

Nelle stanzette del prontosoccorso abbiamo trovato una bambina piccola che non ci ha voluto perchè aveva paura ma che poi ci ha osservete e un bambino con la sua mamma che hanno giocato con noi al libro magico. La mamma eveva una gran voglia di giocare con noi, mentre il bambino, anche se è stato molto collaborativo, era molto serio e pacato.

Alla fine tutti insieme all'accettazione del prontosoccorso abbiamo fatto palloncini, bolle di sapone, abbiamo cantato il coccodrillo e siamo andati via.

E' stata proprio una bella uscita caricante e molto dolce!

 

SUGGERIMENTI /PROMEMORIA: stare in ascolto,per la prima volta non ho avuto bisogno del mio solito "periodo di climatazione" perchè mi sono proprio messa in ascolto e disponibile.


postato da: mariluaureola alle ore 16:37 | link | commenti
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martedì, 22 settembre 2009

Clown Giallino - Osp. Civile Padova

CONDIVISIONE DEL SERVIZIO

DATA: 19/09/2009 

NOME CLOWN: Giallino  

OSPEDALE: Civile di Padova
Volontari presenti in turno:Viki, Nanola, Chiacchera, Stracciatello, Hope, Baba, Luscio, Giallino.
  

Equipe: Viki e Giallino
Reparti visitati: Pediatria, Nefrologia.

Attivita’ svolta:

Giallino e Viki erano gli elettricisti venuti a cambiare le lampadine, per cambiare le lampadine si doveva pronunciare una formula magica; questa formula doveva essere inventata dal paziente che teneva in mano una fantastica bacchetta magica...va bene lo ammetto era uno scopettino per il bagno =P.

Al pronunciare della formula magica si creavano tante bolle di sapone (ovviamente erano le lampadine a basso consumo), mi ero inoltre portato da casa una marionetta o presunta tale a forma di renna che si chiamava Lenna.

Viki mi ha consigliato di usarla negli sketch, ci abbiamo giocato molto sul nome (alLennamento,non si mette di buona Lenna, etc..); sopratutto dopo le bolle la Lenna si emozionava a tal punto che...hem..espelleva un naso rosso che veniva poi regalato =).

Nel corso di questo sketch abbiamo giocato molto con le parole, con i nomi, con le formule magiche e con i ruoli; con poche cose siamo riusciti a fare tanto. 

Interazione in equipe dei volontari Clown :

Con Viki mi sono molto divertito, mi ha mostrato con quanta semplicità e con pochi, semplici mezzi si possa regalare un sorriso.

L' ho seguito nel corso del servizio per apprendere e migliorarmi e lui ha seguito me cercando di darmi spazi e supportandomi nella mia seconda uscita; mi ha seguito offrendomi uno scaffolding eccellente consentendomi e incitandomi a prendere uno spazio in cui potessi agire, in cui potessi dare qualcosa di mio.

è stato propio l' incorragiamento di Viki a farmi usare la Lenna, quindi un grazie enorme alla fiducia che ha riposto in me. 

Condivisione emotiva e descrizione del servizio: Mi sono molto divertito in questa uscita, come ho detto sono stato felice, sorpreso ed emozionato di quanto si possa fare con piccole cose.
Del servizio mi sono rimaste impresse 4 vicende se così si possono chiamare.
La prima entrando in una stanza dove si trovava una ragazza a cui abbiamo dato il nome di Irenna, la cosa che mi ha più emozionata è stato che da quando siamo entrati a quando siamo usciti la ragazza in cura non faceva che ridera; una risata bella, semplice ed emozianante. Propio una risata contaggiosa di quelle che ti danno molto e che alla fine ne esci felice portandoti via un frammento di quella allegria che si era creata nella stanza, contento di esserne stato partecipe.
La seconda è stata quella di un ragazzo in una stanza in cui inizialmente eravamo titubanti se farla perchè era subito dopo un massaggio rilassante, in questa stanza il ragazzo ci ha accolto con felicità, devo ancora capire se lui è diventato nostro complice o viceversa. Anche qui mi sono divertito molto e sopratutto felice nel vedere la sua totale interazione con noi, si era creato un teatrino in cui lui stesso era il protagonista; era lui che ci lanciava le batutte e noi che lo seguivamo...questo ragazzo ha un futuro da claun.
La terza riguarda l' uso delle bolle in 2 situazioni in particolari la prima quella di un bambino nel lettino che quando soffiavamo le bolle sgranava gli occhi e cercava di afferarle divertito e l' altra situazione quella di una ragazza in pronto soccorso abbracciatta alla madre con lo sguardo triste, quando noi soffiavamo le bolle si vedeva un sorriso gli occhi gli si illuminavano come se gli dessimo speranza; potevo veremente vedere la speranza nei suoi occhi...proprio l' effetto bolle mi ha sorpreso, possono fare tantissimo.
L' ultimo quello di un bambino nel pronto soccorso in cui credo che abbiamo fatto molto, l' infermiera gli stava misurando qualcosa con uno strumento elui continuava a piangere; è qui che siamo entrati in gioco noi che lo tranquilizzevamo con le bolle, scherzando con le infermiere, ettc. fino alla fine della misurazione.
Mi sono sentito propio utile, era così evidente in quel momento la nostra utilità che non posso non esserne felice e in qualche modo soddisfatto(diciamo che mi piace essere utile)...ho avuto qui un piccolo momento di difficoltà essendo agofobico e pensando che gli stessero infilando un ago o qualcosa nel piede mi ha bloccato inizialmente.

Non abbiamo trovato rifiuti, al massimo non un particolare coinvolgimento in una stanza perchè il bambino era stanco e troppo sttratto dai cartoni in TV; ma niente che mi abbia dato un senso di amarezza.

SUGGERIMENTI/PROMEMORIA Portarsi una borsa per mettere dentro le cose, alzare la voce (ho il tono della voce che è sulla soglia del nulla rischiando così di non far capire battute), ricordarsi di provare in tutte le stanze anche se si è insicuri della situazione si potrebbero trovare fantastiche sorprese/reazioni.


postato da: mariluaureola alle ore 13:05 | link | commenti
categorie: ospedale padova
venerdì, 28 agosto 2009

ABRUZZO - AGOSTO 2009

ABRUZZO - Condivisione di Sasy - VIP MESSINA

 

E’ da qui che inizia il nostro viaggio… in una ferrovia, sotto un cielo stellato.. con dentro una grande forza, una grande carica. Guardo negli occhi la mia compagna di viaggio e capisco di essere con la persona giusta in questa avventura. A farci da supporto le nostre immancabili trainers Girandolina e Altalena, che fino a qualche secondo prima che il treno partisse ci hanno incoraggiato e supportato con le loro parole e il loro affetto. E a farci compagnia anche il ‘suono di Athena’, che spesso suonava inaspettatamente… ma ci faceva sorridere e ci faceva ricordare che non siamo sole.  Il treno parte e l’unico obiettivo l’arrivo: l’Aquila.

Mentre arriviamo a destinazione, tutto attorno porta i segni di profonde ferite..ogni cosa sembra parlare di quei giorni .

Ad aspettarci alla fermata del pulman, Pizzarello, Finferla, Giocabalù, Etciù e Cocci. Saliamo in macchina di Pizzarello, con mille cose clown al suo interno. Arriviamo al campo di Gignano, che ci ospiterà nei 3 giorni della nostra permanenza. Il sole è già alto e il suo calore ci avvolge mentre montiamo le nostre tende. E’ una strana sensazione entrare nella tendopoli. Mi sento un po’ come se stessi invadendo il loro campo. Io arrivo tranquilla dalla mia casa, dalla mia vita di sempre, per entrare nella loro che non hanno scelto di vivere, ma si sono trovati a dover accettare. Eppure nonostante ciò mi sento nel posto giusto al momento giusto.

 

A gestire questo campo, un uomo.. un prete.. Don Juan, che in questi giorni ci ha dato modo di capire quanto grande sia… Mentre sistemiamo le nostre cose, arrivano gli altri clown… bello sapere che da tutta Italia ci siamo riuniti in un luogo con un unico obiettivo. Bella la sensazione di conoscerci da sempre..

Notiamo nel cielo qualche nuvola e subito ci viene in mente la canzone ‘Domani’ quando dice ‘ tra le nuvole e i sassi’…proprio come noi in quel momento..

Conosciamo subito tre bambini del campo di Gignano, che ci danno il benvenuto con gavettoni d’acqua..

Il nostro servizio inizia proprio con loro e continua nel pomeriggio, dopo pranzo, quando ci dividiamo in tre gruppi e visitiamo i primi campi. E così anche nei giorni successivi. A differenza di quanto si potesse pensare, nelle strade, nei campi, ovunque… ogni persona è stata capace di donarci un sorriso, che come non mai è riuscito a riempirmi l’anima. Ricordo tutti i volti di chi ho incontrato, i loro nomi, i loro racconti, i loro sguardi a volte tenaci a volte rassegnati. Mi guardavo attorno e vedevo persone che avevano voglia di normalità, voglia di ricominciare, pur sempre col ricordo vivo di quei momenti di dolore, di paura.

Ma la vita continua.. e si continua per se stessi o per chi ci sta accanto.

Vi chiedo scusa se non mi soffermo a descrivere ciò che ho visto o ciò che mi hanno raccontato, ma mi riesce difficile fare uscire fuori queste cose.

E’ stato bello poter vivere piccoli momenti della loro vita.. è stato come fare qualche passo insieme a loro per farli sentire un po’ meno soli… Come ha detto una signora mentre parlava con Globulino, ‘Non siamo così soli anche grazie a voi clown…’ . E’ dalle piccole cose che capiamo quanto siamo fondamentali nelle loro vite. Siamo vicini a militari, vigili del fuoco, protezione civile, volontari di ogni tipo e sembra proprio che la voglia di dare aumenti d’intensità..

Vorrei potervi descrivere tutte le sensazioni che mi hanno penetrato l’anima in questi giorni, ma ci sono cose che non si possono spiegare. E’ difficile mantenere il proprio personaggio di fronte a determinate cose. Difficile non abbracciare qualcuno, fargli sentire la nostra presenza, la nostra vicinanza.

Così ogni passo verso di noi, ogni sorriso, ogni domanda, diventa una piccola conquista… soprattutto con i bambini del campo di Gignano… che ora dopo ora hanno imparato a fidarsi di noi e i loro volti quando siamo andati via, i loro baci ne sono la dimostrazione.

Mi sono sentita parte di una grande famiglia, condividendo con gente che non conosco tutti i momenti della mia giornata. Quando tutti insieme preparavamo la colazione o apparecchiavamo la tavola.. condividendo i pensieri di Don Juan o delle signore che abitano lì. Ho cercato di fare quel che potevo, ma nulla sarà mai abbastanza. Mentre ero lì e mi rendevo conto di quanto stavo ricevendo da loro, mi chiedevo quanto io riuscissi a fare per loro.. E la loro forza, la loro ospitalità mi ha fatto capire che persone meravigliose siano.

Io e il mio gruppo abbiamo passato il primo e il secondo giorno nei campi di Monticchio e Globo. Non abbiamo incontrato tanti bambini perchè erano impegnati in altre attività, ma siamo stati un pò con adulti, anziani e volontari. Qualche bambino è un pò timido, così tiro fuori il mio gelato con le bolle... e come non pensare ad Altalena in questi momenti.. Quando dico che VIP Messina è stata con noi, dico davvero... Vi ho ritrovato in piccoli gesti, in parole.. a volte nei sorrisi e a volte quando ho detto no...

Così tra bolle e palloncini coloriamo i campi di Monticchio e Globo, tra una parola, un abbraccio e tanti sorrisi...

L'ultimo giorno invece siamo andati a piazza Duomo e interagire con i passanti. Parlavamo con tutti... c'è chi ti dava gioia, chi ti dava malinconia, chi ti faceva venire rabbia [e parlo dei turisti ].. Ma tutti ci accolgono volentieri e iniziano a parlare con noi senza che noi facessimo qualche domanda...

Tornando a Gignano è’ difficile fare le valigie e smontare la tenda..sapere che tra qualche ora tutto ciò finirà e io tornerò alla mia vita normale, mentre loro continueranno a stringere i pugni. Tutti con la stessa domanda… Possiamo rimanere anche per l’ultimo gruppo? La stessa risposta per tutti…. Non è possibile.. quindi consapevoli di ciò, prendiamo le nostre emozioni e le conserviamo strette nel cuore, custodendole come tesori preziosi che nessuno può toccare. Iniziano i forti abbracci con i miei compagni di viaggio, nella speranza di rincontrarci per un altro servizio insieme.

 

Il mio servizio continua anche in treno, con tre ragazzi napoletani che tornavano dalla Scandinavia. Parlo con tutti, faccio vedere quanto sono impacciata quando il mio lettore mp3 si innamora del naso rosso e non se ne vuole più separare, ma ecco le forbici immaginarie, quelle magiche e tutto si risolve. Mi concentro su uno di loro, che mostra il suo pessimismo alle stelle e spero che la conversazione con lui sia servita a qualcosa.

 

Quando sono entrata nel campo di Gignano ho sentito qualcosa nell'aria, come quando veniamo attratti da un profumo, che ogni volta che lo sentiremo, ovunque saremo, ripenseremo a quel giorno.. e così è per me. Ho sentito qualcosa nell'aria, l'ho raccolta e adesso la porterò sempre dentro di me, ripensando a quei giorni...

 

Sasy


postato da: mariluaureola alle ore 08:19 | link | commenti
categorie: abruzzo